Italicum: le 5 cose da sapere
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Italicum: le 5 cose da sapere
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Italicum: le 5 cose da sapere

Quando entrerà in vigore e come funzionerà la nuova legge elettorale

La discussione finale inizierà dopo le vacanze di Natale, il 7 gennaio prossimo. Obbiettivo: dare il via libera all'Italicum entro la fine del mese. Opposizione permettendo (ci sono migliaia di emendamenti in ballo). Ma con l'accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, rinnovato proprio due giorni fa e che dovrebbe mettere al riparo la riforma facendola approvarla prima del voto sul Quirinale per entrare in vigore dal settembre 2016 allontanando così le urne di almeno un paio d'anni. Ecco allora tutto quello che c'è da sapere sul nuovo sistema elettorale.

Cosa prevede

L'Italicum – nome scelto da Matteo Renzi al momento della presentazione – è stato approvato dalla Camera in prima lettura il 14 marzo scorso. Si tratta di un sistema proporzionale che vale solo per la Camera e prevede l'assegnazione dei seggi in base al numero di voti ottenuti. La ripartizione sarà fatta su base nazionale – per favorire almeno parzialmente i partiti più piccoli rispetto alla ripartizione su base provinciale - utilizzando la regola “dei più alti resti”.

Le soglie di sbarramento

Per entrare in Parlamento le forze politiche dovranno raggiungere almeno una determinata percentuale: il 4,5% per i partiti in coalizione, il 3% per i partiti non coalizzati, il 12% per le coalizioni. Per le minoranze linguistiche nelle regioni che le prevedono la soglia di sbarramento è fissata al 20%. Se un partito che fa parte di una coalizione non raggiunge la soglia del 4,5% i suoi voti serviranno alla coalizione per raggiungere il premio ma non otterrebbe seggi che andranno distribuiti tra gli altri partiti della coalizione.

I turni

Se la lista (non la coalizione) più votata dovesse ottenere almeno il 40% dei voti questa otterrà automaticamente la maggioranza assoluta (55%) dei seggi: 340 su 617. Se invece nessun partito o coalizione arrivasse al 40% scatterebbe un secondo turno elettorale per assegnare il premio di maggioranza. Accederebbero al secondo turno le due liste più votate al primo turno, e il vincente otterrà un premio di maggioranza tale da arrivare al 53% dei seggi (327 deputati). Fra il primo e il secondo turno non saranno possibili apparentamenti.

Capolista e preferenze

Il territorio italiano sarà suddiviso in 100 collegi (in media di circa 600mila abitanti ciascuno) e in ognuno verranno presentate mini-liste di circa 6 candidati. Il capolista sarà bloccato, ossia scelto direttamente dal partito d'appartenenza e quindi sicuramente eletto. Non potrà essere presentato in più di 10 collegi e almeno il 40% dovrà essere donna. Tutti gli altri candidati se la vedranno con le preferenze. I nomi saranno inseriti secondo un criterio basato sull'alternanza di genere. L'elettorale potrà indicare fino a due preferenze a condizione che siano di sesso diverso pena l'annullamento della seconda preferenza.

CONSULTELLUM PRIMA DI SETTEMBRE 2016

Pur non essendo stata inserita alcuna clausola di salvaguardia in proposito, qualora si dovesse votare prima di settembre 2016 (data dell'entrata in vigore dell'Italicum) il sistema elettorale sarebbe quello indicato dalla Corte Costituzionale in sostituzione del Porcellum, il cosiddetto “Consultellum”, un proporzionale puro che in sostanza si “auto-applicherebbe”.

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