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Intervento italiano in Libia, Gentiloni: “Prima la fiducia al governo di Tobruk"

Lunedì il parlamento si pronuncerà sul nuovo esecutivo guidato da Fayez al-Sarraj. L’esercito ha conquistato il centro di Bengasi

Il ministro degli Esteri Gentiloni è chiaro: prima di qualunque impegno italiano in Libia contro l’Isis, bisogna attendere un passaggio cruciale: il voto di fiducia del Parlamento di Tobruk al governo di unità nazionale. 

Il voto sul nuovo governo, guidato da Fayez al-Sarraj e composto da 13 ministri, sarà lunedì prossimo, 29 febbraio. 
Un totale di 101 deputati hanno firmato una petizione a sostegno della lista dei ministri, garantendo in tal modo la fiducia “virtuale” al futuro esecutivo. 

Gentiloni è a Cipro per un vertice dei Paesi Ue della sponda sud che, tra i temi cruciali in agenda, ha proprio quello dell’allarme per l’avanzata jihadista in Libia.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’inviato dell’Onu per la Libia, Martin Kobler: “La lista dei ministri proposta dal premier Fayez al Sarraj non è esemplare ma è la migliore possibile”. Ma “non possiamo aspettare molto, tutte le parti devono ritornare a unire il Paese”. 
Il Consiglio Supremo di Difesa, presieduto dal presidente Mattarella, nella riunione di giovedì, ha pienamente confermato la linea espressa in questi mesi dal governo. 

La guerra
Intanto, sul terreno, il portavoce dell’esercito libico ha annunciato la presa del centro di Bengasi e in particolare di alcuni importanti palazzi delle istituzioni locali. 

Più est, invece, la città di Derna si blinda per impedire il ritorno dell’Isis: sacchi di sabbia, blocchi di cemento, cecchini agli edifici sono pronti a difenderla. 

Eni
“I nostri impianti in Libia non sono stati toccati, i colleghi continuano a lavorare e le nostre attività procedono”, ha detto l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, rispondendo alle domande degli analisti durante la conference call seguita alla diffusione dei dei conti 2015. 

Descalzi ha definito “molto positivi e pragmatici” i colloqui in corso tra le parti e ha parlato di “progressi positivi. La situazione oggi — ha aggiunto —è molto migliore di quanto non fosse un ano fa. In ogni caso — ha concluso — disponiamo di un importante piano di emergenza per la sicurezza”.

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Bengasi, Libia, 23 febbraio 2016. Un combattente fedele al governo di Tobruk controlla un edificio distrutto, dopo la ripresa del controllo di parte della città costiera orientale dalle mani degli islamisti di ISIS.
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