Il Messico attende Papa Francesco
ANSA/AP Photo/Dario Lopez-Mills
Il Messico attende Papa Francesco
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Il Messico attende Papa Francesco

Prima tappa Cuba, seconda Guadalupe, il santuario più importante dell'America latina, dove i fedeli hanno ancora nel cuore san Giovanni Paolo II. Parla il cappellano

Il dodicesimo viaggio all'estero di Papa Francesco inizia il 12 febbraio con uno storico prologo: l'abbraccio con il patriarca di Mosca Kirill, dopo dieci secoli di divisioni. Teatro dell'incontro sarà l'isola di Cuba, dove il patriarca si trova in visita e Bergoglio farà scalo prima di raggiungere Città del Messico. La scelta del luogo parla da sola: il sogno di san Giovanni Paolo II di tornare a far respirare l'Europa a due polmoni si avvera nell'isola caraibica, a diecimila chilometri del Vecchio Continente. Per il Papa americano l'Europa ormai ha perso definitivamente la sua centralità, il baricentro è altrove anche quando si parla di lei.

Dopo Cuba il santuario della Madonna di Guadalupe
Seconda tappa il Messico. Per prima cosa Francesco si recherà, il 13 febbraio, a celebrare la Messa nella Basilica della Madonna di Guadalupe, il santuario più importante dell'America Latina insieme a quello di Aparecida in Brasile. Ogni anno si contano 20 milioni di pellegrini che si recano a rendere omaggio al manto di san Juan Diego, dove nel 1531 si impresse l'immagine miracolosa della Vergine con le sembianze di una donna india.

Un viaggio ricco di sfide
Al di là delle apparenze e dei numeri dei pellegrini che attenderanno il Papa (si parla di due milioni di persone) sarà una tappa difficile. La sfida per Francesco è quella di conquistare il cuore dei messicani. Fino ad oggi, infatti, hanno coltivato soprattutto la devozione e il ricordo di san Giovanni Paolo II che si recò in Messico per il suo primo viaggio all'estero dopo l'elezione, nel 1979, e poi vi è ritornato altre quattro volte (cinque viaggi in tutto e per quattro volte a Guadalupe).

San Giovanni Paolo II nel cuore
Salendo al santuario, infatti, ancora oggi sulle bancarelle e sulle edicole fiorite accanto alle quali ellegrini e turisti si fanno le foto, sono messe in bella mostra soprattutto le immagini di Giovanni Paolo II. Lo confessa a Panorama Emilio e sua moglie Olga che si stanno recando al santuario e vi ritorneranno per la Messa di Francesco: «Il Papa della Madonna di Guadalupe per noi è Giovanni Paolo II. Lui è stato davvero vicino a noi messicani, non potremo mai dimenticarlo. Però verremo a vedere Francesco perché siamo curiosi di incontrarlo e perché siamo contenti che è venuto a farci visita».

Parla il cappellano del santuario
Padre Andrés Enrique Sánchez Ramírez è cappellano del santuario della Madonna di Guadalupe dal settembre scorso, dopo alcuni anni trascorsi a Roma, dove si è laureato in Storia della Chiesa presso il Pontificio Ateneo della Santa Croce. E' stato lui a coordinare i 400 volontari che per cinque mesi di fila hanno lavorato quotidianamente per preparare questa visita.
Cosa si aspetta dall'incontro con Francesco? «Il Papa viene per compiere un pellegrinaggio. E questo è molto bello: vuole mettere tutta la sua visita in Messico sotto la protezione della Madonna di Guadalupe. Questo incontro è una sfida pastorale e spirituale perché è vero che ci prepariamo da mesi a questo appuntamento. E sarà un grande momento di gioia per tutti. Ma ciò che conta sarà anche quello che rimarrà dopo questa visita. Le conseguenze che avrà sulla nostra comunità e sul nostro modo di vivere e di prestare servizio alla Chiesa».
Come si è svolta, anche dal punto di vista pratico, la preparazione di questo evento? «Abbiamo cercato anzitutto di formare i volontari. Perciò accanto al lavoro pratico abbiamo compiuto anche un cammino spirituale. Ed è stato bello vedere tante persone, giovani, adulti, anziani, mettersi a disposizione gratuitamente. Ma il loro non è un servizio né al santuario né al Papa: quello che non mi sono mai stancato di ripetere loro è che si è trattato di un servizio reso direttamente alla Madonna».
Cosa regalerete al Papa?
«Il primo dono ce lo ha chiesto direttamente lui: poter sostare in silenzio, dopo la celebrazione della Messa, in preghiera davanti alla Madonna. Abbiamo creato uno spazio apposta per questo e chiederemo a tutti i fedeli e pellegrini presenti di fare silenzio al termine della liturgia per non disturbare il raccoglimento del Papa e per pregare con lui. Poi gli doneremo una medaglia commemorativa che avrà sul fronte l'immagine della Basilica e sul retro lo stemma».
Chi entrerà nel santuario per stare accanto a Francesco?
«Complessivamente, tra l'interno della Basilica e tutta l'area esterna del complesso del Santuario, sono stati collocati 32 mila posti a sedere. Ma ovviamente i pellegrini in piedi nella piazza e nelle strade limitrofe saranno molti di più. Le autorità già prevedono due milioni di persone. Probabilmente non mancheranno anche molti politici e responsabili delle istituzioni ma all'interno della Basilica-Santuario, come voluto da Papa Francesco, in prima fila ci saranno 400 ammalati che Bergoglio saluterà uno a uno. Questo è lo stile del Papa e così abbiamo voluto corrispondere ai suoi desideri».

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