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Ma i Podemos sono i grillini di Spagna?

Tipo di leadership, programmi, alleanze in Europa: regge davvero il confronto tra il M5S e il movimento vincitore alle amministrative spagnole?

ANTIEUROPEISMO VS ALTROEUROPEISMO

Sono ancora molti che, per ragioni spesso strumentali, associano i Podemos di Pablo Iglesias, uscito vittorioso alle recenti elezioni amministrative spagnole, al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Ma, al di là della rabbia anti-casta e della spinta dal basso, le due formazioni politiche sono radicalmente, profondamente diverse. A cominciare dal posizionamento. Quello di Grillo non è chiaro, un po' estrema sinistra e un po' estrema destra con la mano stretta a Nick Farage in Europa. Sul fronte spagnolo, invece, i Podemos si collocano orgogliosamente a sinistra, si definiscono socialdemocratici e appartengono al filone dell'«altro-europeismo» e non a quello antieuropeismo. In Europa, per dire, sono allesti con la Sinistra europea.

RABBIA ANTICASTA

Se c'è una cosa che Podemos e i Cinque Stelle hanno in comune è la rabbia contro la casta, spagnola, italiana ed europea (la corruzione, dai nazionalisti catalani ai socialisti, fino ai popolari, non ha risparmiato nessuno in questi anni, come in italia). In modo meno colorito di Beppe Grillo, che è un animale da palcoscenico, anche Pablo Iglesias - un ex professore della Complutense di Madrid -  ha soffiato sull'indignazione della piazza contro i privilegi della casta politica e burocratica del Paese. D'altronde, entrambi i movimenti nascono dal basso, e la loro linfa vitale resta la Piazza. Da qui l'appellativo di populisti che calza a pennello ad entrambi. Ma, se Grillo ha alle spalle una lunga e onorevole gavetta da attore, Pablo Iglesias è invece un professore precario della Complutense di Madrid, orgogliosamente di sinistra e che si è cibato degli scritti di Gramsci sin da giovanissimo. Da qui una visione del mondo meno «teatrale» e più politicamente solida rispetto a quella, ondivaga e artistoide, di Grillo. Entrambi i movimenti, tuttavia, sono nati dalla medesima scintilla: il dramma generato dalla crisi economica e la rabbia delle fasce più deboli e meno tutelate della società.

LA COLLOCAZIONE IDEOLOGICA

Mentre i 5s spingono verso posizioni dichiaratamente euroscettiche, i Podemos sono rapidamente passati dalla poesia alla prosa, declinando in modo più moderato le loro istanze, in maniera tale da attrarre anche voti al centro. Se fino a un anno e mezzo fa il movimento di Pablo Iglesias chiedeva a gran voce la cancellazione del debito pubblico adesso i grillini spagnoli hanno un programma decisamente socialdemocratica che guarda al modello danese. Al posto della cancellazione del debito, nella loro bozza di programma stilata dagli economisti Juan Torres e Vicente Navarro, si fa riferimento  «ristrutturazione ordinata del debito o una riduzione concordata» con l'Europa, riconosciuta come un interlocutore credibile. Tra le altre misure economiche dei Podemos spiccano poi le 35 ore di lavoro settimanale, la reintroduzione della patrimoniale e la creazione di una banca pubblica, per facilitare l'accesso al credito di famiglie e piccole e medie imprese. Per le coperture al suo piano economico Podemos chiede una riforma fiscale con la creazione di nuove figure impositive per «ridurre le disuguaglianze sociali». Ma se l'indeterminatezza dei programmi è spesso comune, il collocamento nella cornice ideologica della sinistra dà a Podemos una definizione di posizionamento che i grillini attualmente non hanno.

IL RAPPORTO COI MEDIA

Sia da parte del M5S che di Podemos c'è una sorta di avversione nei confronti dei media cosiddetti istituzionali, contro il mainstream, contro l'informazione ufficiale. Tuttavia, mentre Grillo e i grillini sistematicamente attaccano i media, mostrando a tratti una sorta di disprezzo, la stessa cosa non si può dire di Podemos, che sa utilizzare i media a proprio vantaggio. La comunicazione di Pablo Iglesias segue un doppio binario: quando parla alla piazza elenca gli slogan tipici dei movimenti populisti, fomentando e abbracciando la rabbia che viene dal basso. Però, quando si trova in televisione e nei talk-show, il leader di Podemos cambia toni e modi e mostra tutto il suo buon senso. Il che si traduce in una simpatia trasversale. Questo non nasce a caso: Iglesias, folgorato dal pensiero di Gramsci, ha studiato molto il linguaggio dell'audiovisivo e dei talk show, per evitarne le trappole e servirsene. Assieme al gruppo di professori che animano il movimento ha analizzato quali sono le logiche della notiziabilità e le tecniche di oratoria. E infatti il suo linguaggio in televisione cambia con eccezionale efficacia.

LA LEADERSHIP E IL MONDO DELLA CULTURA

Iglesias e Grillo sono leader che hanno un carisma differente. Entrambi riescono ad esercitare un grande fascino. In maniera sarcastica  il comico genovese, in modo sottile e diretto il giovane studente spagnolo. Ma, se Grillo è l'anti-politica per eccellenza e disprezza il mondo delle cose politiche almeno quanto disprezza i media istituzionali, Iglesias è il suo contrario. Lo studente di Scienze Politiche dell'università Complutense di Madrid è un appassionato di politica e ci crede così tanto da voler fare politica con il suo movimento, puntando a costruire un progetto e non solo a distruggere l'esistente «senza se e senza ma». La sua ideologia affonda le radici nelle convinzioni e nelle idee della sinistra, rivisitate in chiave 2.0. Inoltre, Iglesias è circondato da intellettuali di vari settori, dal campo artistico a quello economico, che non fanno mistero di sostenere la causa di Podemos, che a sua volta non chiede loro dichiarazioni di fede. Cosa che non si può dire di Grillo e dei suoi seguaci, che non si contraddistinguono certo per capacità di attrarre grandi schiere di uomini di cultura. 

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