Gollum Renzi e il suo doppio
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Gollum Renzi e il suo doppio
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Gollum Renzi e il suo doppio

Ecco perché il Presidente del Consiglio ricorda la doppia personalità del personaggio del Signore degli Anelli

Non so quanti di voi, per piacere o per dovere (vedi alla voce figli o nipoti), hanno visto la saga del Signore degli Anelli. Uno dei personaggi centrali è una creatura che somiglia vagamente a E.T. (ricordate l’extraterrestre di Steven Spielberg, insomma quello di "telefono-caaasa"?), però molto più basso e bruttino. Si chiama Gollum. È un tipo assai ambiguo, l’unico della saga. Arriva ad avere evidenti sdoppiamenti di personalità: parla con se stesso interpretando due persone, Gollum e Smeagol. In uno di questi dialoghi, Gollum il "cattivo" rimprovera Smeagol il "buono" (ripeto, è sempre la stessa persona) perché piange. Il punto è che Smeagol si sente tradito e Gollum gliele (se le) canta di santa ragione perché si è fidato dei suoi amici e invece, incalza Smeagol, "i luridi piccoli Hobbit" gli hanno rubato il suo "tessoooro". Fine della scena.
Andiamo a Matteo Renzi.
In un surreale colloquio con Massimo Gramellini su La Stampa del 16 giugno, Renzi interpreta pari pari Gollum-Smeagol. Ecco alcune perle. Il presidente del Consiglio (e già un brivido corre sulla schiena) parla con se stesso e attacca: "Queste elezioni dicono con chiarezza che con il Renzi 2 non si vince. Devo tornare a fare il Renzi 1".
Ancora: "Casson, Paita, De Luca, Emiliano, Moretti. Io in quelle scelte non ho messo bocca". E hai fatto male sembra suggerirgli all’orecchio Renzi 1. Fino all’apice: "Se torna Renzi 1, fossi in Ignazio Marino non starei tranquillo". A parte invocare l’ingaggio di un bravissimo psicologo che si prenda cura dell’inquilino pro-tempore di Palazzo Chigi, è evidente che Renzi-Gollum ritiene che la minoranza del Pd (sarebbero "i luridi piccoli Hobbit") sia la causa di tutti i suoi mali. Tanto che Renzi 1 dice a Renzi 2 che d’ora in poi dovrà "infischiarsene dei D’Attorre e dei Fassina e riprendere in mano il partito". È altrettanto evidente che il premier non ha ancora messo bene a fuoco nulla di quanto sta accadendo. È talmente concentrato su se stesso, e cioè su una visione totalizzante del suo "Io", da perdere di vista la realtà.
E infatti nel surreale dialogo Renzi 1-Renzi 2 non c’è una parola una sull’immigrazione e sulla gestione disastrosa di una questione gigantesca, vera causa della batosta prima alle regionali e poi alle amministrative. Per Renzi tutto inizia e finisce all’interno del Pd, di quell’assemblea di partito che senza un mandato popolare lo ha innalzato alla presidenza del Consiglio. Si preoccupa di regolare i conti lì dentro e andare avanti con il suo "governo dei colonnelli", un governo cioè privo d’investitura elettorale e senza alcuna base territoriale: Renzi e i suoi sottufficiali (da Maria Elena Boschi a Lorenzo Guerini, da Luca Lotti a Marianna Madia) credono infatti che la loro legittimazione a guidare l’Italia nasca esclusivamente dal Pd. Errore madornale.
Nel Signore degli Anelli, Gollum ha la meglio su Smeagol. Diventa cattivo, possedere il "tesoro" è la sua unica ragione di vita.
Ci pensi molto bene Renzi: il suo "tessoooro" è il "potere"; e lui può anche illudersi di averlo. Ma non va a finire bene, come insegna la storia di Gollum-Smeagol.

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