Il giorno di Mattarella
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Il giorno di Mattarella

Le opposizioni ricevute al Quirinale e il primo passo ufficiale del Capo dello Stato

E, finalmente, venne il giorno di Sergio Mattarella. A distanza di 15 giorni esatti dal giuramento davanti alle Camere riunite, il Presidente della Repubblica interverrà per la prima volta, e in maniera concreta, nel dibattito politico. Il primo passo ufficiale è l’incontro con le minoranze e le opposizioni del Parlamento che avevano annunciato l’Aventino subito dopo la rissa avvenuta durante l’approvazione delle riforme costituzionali.

Riavvolgendo il nastro del discorso di insediamento, il neo eletto Capo dello Stato dichiarava di voler interpretare il proprio compito attraverso il ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione. L’arbitro deve essere – e sarà – imparziale chiedendo tuttavia alle parti in campo di aiutarlo con la loro correttezza. Mai parole furono più profetiche, il tempo di fischiare il calcio di inizio e via botte da orbi da una parte e dall’altra con il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che (volendo sempre utilizzare la metafora calcistica) si porta via il pallone e le opposizioni che decidono di non giocare più perché la partita è truccata.

Sul Colle sono saliti prima Renato Brunetta, in rappresentanza di Forza Italia, e subito dopo Nichi Vendola per Sel, nelle prossime ore sarà il turno di Beppe Grillo per il M5S, Salvini con il suo solito stile oxfordiano ha fatto sapere che non gli interessa alcun incontro.

Chi conosce bene Mattarella sa perfettamente quale sarà il suo modus operandi, nessuno immagina il suo carattere, non si farà manovrare da nessuno… era il mantra che circolava sui divanetti del Transatlantico lo scorso 31 gennaio subito dopo la proclamazione dell’elezione.

Proprio perché la storia si ripete, giova ricordare quello che avvenne nel 2006, subito dopo la prima elezione di Giorgio Napolitano. Il clima politico era perfettamente identico a quello attuale (ricordiamo il famoso risultato elettorale dei 24.000 voti di scarto tra centrosinistra e centrodestra) e la rissa continua nelle Aule parlamentari che sfociò poi con la mortadella di Nino Strano sventolata a Palazzo Madama nel gennaio del 2008, ebbene a distanza di pochi giorni dall’insediamento al Quirinale, l’opposizione rivolse un accorato invito al Capo dello Stato affinché intervenisse per difendere il diritto minimo dell’opposizione di prendere la parola al Senato. Napolitano rispose con una lettera di essere disposto ad incontrare i leaders politici dell’opposizione ma che non avrebbe potuto pronunciarsi su materie che sono di esclusiva pertinenza dei presidenti delle assemblee. Ai Presidenti di Senato e Camera, come vi è ben noto, spetta interpretare le norme e le prassi regolamentari e apprezzare i precedenti prodottisi in passato.

Sicuramente Sergio Mattarella non utilizzerà le stesse parole, ma nel suo primo intervento pubblico ufficiale il contenuto sarà lo stesso del suo predecessore, anche perché il Presidente conosce perfettamente la Costituzione e cercherà di illustrare a tutti quali sono gli ambiti di competenza delle parti in campo, fatta salva, ovviamente, la massima disponibilità all’ascolto.

Da ultimo c’è da aggiungere che in questo momento le priorità per il nostro Paese sono ben altre. C’è la questione della Libia. L’Italia, non c’è bisogno di ripeterlo, è particolarmente esposta a ogni genere di pericolo, e quello che verrà chiesto ai partiti è di mostrare una maggiore unità in un momento così difficile. Sottinteso, a Renzi verrà chiesto di svolgere un ruolo più consono all’importanza del suo incarico, alle opposizioni e alle minoranze, interne ed esterne, di collaborare fattivamente a raggiungere un punto d’incontro nel percorso delle riforme.

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