Francia, l'esplosione della nuova destra
FRANCOIS NASCIMBENI/AFP/Getty Images
Francia, l'esplosione della nuova destra
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Francia, l'esplosione della nuova destra

Non solo Fronte Nazionale, non solo Marine Le Pen. Oltralpe è "boom" dei nuovi movimenti

Il 5 giugno scorso il problema venne drammaticamente a galla: Clement Meric, giovane studente diciannovenne di Scienze politiche a Parigi, viene aggredito mortalmente all’uscita di un negozio nel quartiere di Saint Lazare. Meric, deceduto a causa di un colpo infertogli con un tirapugni, era un militante di un gruppo antifascista di estrema sinistra. I suoi aggressori, ed il suo assassino, Esteban Morillo, fanno parte di un gruppo di skins di estrema destra. Fiumi di inchiostro sono stati scritti dopo questo tragico avvenimento: sociologi, giornalisti, personalità di destra e di sinistra sono state interrogate sull’avvenimento. Persino Marine Le Pen, in piena opera di “dediabolizzazione” del suo partito il Fronte Nazionale, prende le distanze da quelli che vengono definiti gruppuscoli di ultra nazionalisti, fascisti, naziskin. Il torpore mediatico e politico dell’estate relega nel dimenticatoio Meric, Morillo ed il 5 giugno 2013. E’ alla riapertura delle università, che la recrudescenza violenta di alcuni gruppi di estrema destra assurge nuovamente alle cronache.  In una settimana soltanto due rappresentanti dell’Unef, il sindacato francese degli studenti superiori, vengono aggrediti da militanti diAction française universitaire, gruppo di ultradestra, fautore di un discorso tra il roialista ed il fascista. Minacce di violenza sessuale e colpi di taglierino sono stai inferti alle persone aggredite sotto casa. 

“Se pigliamo quelli di sinistra ora sanno che si giocano la vita”, dichiara Rodolphe Crevelle, via un volantino distribuito davanti alla facoltà e nei corridoi delle università. Il clima non è di quelli propizi alla discussione pacata, allo scambio di idee. 

Gruppi di estrema destra come il GI (Generation identitaire), non sono ufficialmente riconosciuti dalla Le Pen ed il suo Fronte Nazionale, ma di fatto ne costituiscono il vivaio, visto che spesso, i giovani usciti da queste organizzazioni vanno ad ingrandire le fila dei candidati FN. E’ il caso per esempio di Xavier Zielatkienicz, presidente dell’Associazione di estrema destra Gégène alla facoltà di Giurisprudenza di Lilla, designato come capolista FN in una cittadina della banlieu poco distante. 

Lunedi’ 11 novembre, festa nazionale in Francia in ricordo dell’armistizio della prima guerra mondiale, il presidente Hollande è stato fischiato durante la sfilata da più gruppi di estremisti di destra: Renouveau Français, legato al FN, e Printemps Français, gruppo ultra cattolico vicino all’estrema destra fautore delle violenze durante le manifestazioni contro la legge per il matrimonio omosessuale. Le forze dell’ordine sono intervenute arrestando ben 73 persone. Marine Le Pen, si è dapprima lamentata per “le arresti arbitrari di alcuni componenti del FN”, per poi invece prendere le distanze dalle violenze compiute in un giorno di festa nazionale.  

Il clima politico francese è attualmente particolarmente propizio all’estrema destra con la sinistra alle prese coi problemi di “governare” e la destra alla ricerca dell’erede di Sarkozy. Le elezioni europee del prossimo anno sono da sempre uno sfogo per i francesi che le utilizzano per protestare contro il governo di turno. Anche alle comunali il trend del Fronte Nazionale è in crescita. Di qui la reazione del presidente dell’UMP, Jean François Copé, che per combattere l’emorragia di voti dal suo partito verso l’FN, sta cominciando a sposare i temi cari agli estremisti di destra. Primo fra tutti l’attacco contro lo jus soli, antico cavallo di battaglia della Le Pen contro l’immigrazione.

     

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