È a Forbach che si decide il futuro della Francia
È a Forbach che si decide il futuro della Francia
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È a Forbach che si decide il futuro della Francia

La cittadina, un tempo feudo dei socialisti, è diventata il terreno di scontro tra sinistra e estrema destra: contro il candidato Martine Le Pen scende in campo il ministro degli Interni - Chi è Marine Le Pen -

 

“E’ indecente vedere come il ministro degli interni si occupi di fare una campagna contro il Fronte Nazionale a Forbach invece che occuparsi di lottare contro criminali e delinquenti che avvelenano il nostro quotidiano”, dixit Marine Le Pen alla vigilia della visita di Manuel Valls, ministro dell’interno francese, alla piccola cittadina della Lorena. Forbach, attualmente amministrata da un sindaco socialista è nel mirino di Florian Philippot, numero due del Fronte Nazionale (FN), candidato alle prossime comunali. Quest’ultimo martedì scorso, giorno della venuta di Valls, era in città per cominciare la sua campagna elettorale.  

“La sicurezza non è né di destra né di sinistra. Ciò che mi domandano i francesi è di agire per la loro protezione. Forbach ha bisogno di un nuovo dispositivo di sicurezza ed io sono venuto a dare la risposta che gli abitanti volevano”, risponde Valls, primo poliziotto di Francia. Questi i tiri incrociati fra l’FN ed il governo socialista, è necessario spiegare però le strategie politiche di FN e Partito Socialista (PS).

Forbach che si trova in una regione in piena crisi economica, ultimo esempio la recente chiusura delle acciaierie Arcelor Mittal, conta solo 22000 abitanti ma in questi giorni ha rubato la vedette mediatica alla Capitale. Questo tipo di luogo rappresenta infatti l’esempio più lampante della crisi (14% il tasso di disoccupazione, il doppio rispetto al tasso nazionale) e quindi il terreno preferito per l’FN che ha già rubato diversi feudi storici della sinistra francese, come alcune città del bacino minerario della Regione Nord Pas de Calais, cadute nello stesso oblio fatto di disoccupazione alle stelle, problemi sociali di ogni genere e delinquenza.

Ma perché il ministro dell’Interno rincorre Florian Philippot? Perché l’FN di Marine Le Pen, ha fatto della conquista delle città di provincia e della campagna, dimenticate dai due partiti principali (PS e UMP), il proprio cavallo di battaglia. All’ultima presidenziale, nel 2012, al primo turno Le Pen a Forbach ha ottenuto il 26%, solo per dare un esempio.

Il Partito Socialista (PS) si è accorto decisamente tardi che grazie alla campagna di “normalizzazione” iniziata qualche anno fa dalla Le Pen ed al grande lavoro di campo fatto dalle sezioni FN ben distribuite sul territorio, la forza di estrema destra sta guadagnando terreno a discapito di tutte le altre forze politiche. Da qui nasce il tentativo disperato di tamponare l’emorragia in vista delle Comunali del marzo 2014 e delle successive Europee. Di ieri un sondaggio Ipsos-NouveI Observateur che mette l’FN al 24% di intenzioni di voto per le prossime Europee davanti a UMP (22%) e PS (19%).

I viaggi nella Francia profonda, in provincia, si rendono necessari per impedire al FN di continuare la progressione alle prossime elezioni. Non sono però sempre gradevoli. François Hollande martedì a Roanne e Saint-Etienne è stato accolto da manifestanti che lo hanno fischiato abbondantemente; vedremo cosa succederà sabato a Chambery.

Meglio è andata a Manuel Valls a Forbach. Il ministro dell’Interno, vero uomo law and order del governo Ayrault, oltre che costantemente mediatizzato, gode infatti della simpatia bipartisan degli elettori. La gente sulla piazza del mercato si è espressa spesso in questa maniera: “Il governo non fa nulla per noi, solo Valls fa qualcosa. Io voto FN, ma uno come Valls lo voterei”. L’elettore medio non è più né di destra né di sinistra e questo è un dato che ha gettato il panico nei partiti tradizionali, dissanguati da una sorta di travaso di voti che si compie quasi ad ogni scrutinio. La flessibilità nel ventunesimo secolo colpisce anche i partiti politici.       

Ad accrescere la confusione nella testa dei cittadini ci si è messa l’operazione di cosiddetta “dediabolizzazione”, la “normalizzazione” del FN lanciata da Marine Le Pen. Ospite da una radio nazionale all’inizio della settimana ha non solo negato che il suo partito affondi le proprie radici nell’estrema destra, ma ha dichiarato che citerà in giustizia tutti coloro che dichiareranno che l’FN è un partito di estrema destra. Da ormai quasi due anni la figlia di Jean Marie Le Pen ha intrapreso questa strada, che le ha regalato, successi e seggi ovunque. I suoi argomenti sono del tutto simili a quelli della sinistra, più a sinistra del PS: lotta contro la disoccupazione, lotta contro le lobby finanziarie all’origine della crisi, euroscetticismo, protezione del mercato del lavoro francese, riportare la sicurezza nelle città specialmente quelle più colpite dalla criminalità (leggasi Marsiglia)… Argomenti che hanno portato fieno nella cascina del FN e che forse ne porteranno ancora.

Alle prossime elezioni, come in alcune tornate precedenti l’FN si presenterà col nome di Ressemblement Bleu Marine,  meno battalgiero di Fronte Nazionale e con un gioco di parole : bleu marine in francese significa blu scuro, il colore del FN, ma Marine è anche il nome della Le Pen (i nomi di battesimo della Le Pen sono Marion Anne Perrine)

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