L'ascesa degli estremisti antieuropei
L'ascesa degli estremisti antieuropei
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L'ascesa degli estremisti antieuropei

I partiti contro euro, austerità e immigrati potrebbero conquistare molti seggi all'Europarlamento. Rendendolo ingovernabile

Dopo il successo del Front National alle amministrative francesi, Marine Le Pen ha invitato tutti i partiti anti-europeisti ad allearsi in vista delle prossime elezioni europee: “Chiedo a tutte le forze euroscettiche d’Europa di allearsi in difesa degli Stati nazione, del ritorno della democrazia, della sovranità dei popoli e delle identità nazionali", le parole dell'erede di Jean-Marie Le Pen, storico leader dell'estrema destra d'oltralpe. All'invito ha già risposto positivamente la Lega Nord, mentre il Movimento 5 Stelle non sta dando ascolto alle seduttive parole della Le Pen: "Francamente non capisco l'odio di Grillo nei miei confronti. In realtà, i nostri partiti sono d'accordo su molti temi, a partire dalla lotta contro l'euro".

Guardando al di fuori dei nostri confini, va detto che Il gradimento per l’Europa non è mai stato così basso e la cavalcata verso l’aula di Strasburgo dei partiti populisti (anti Ue e antieuro) mai tanto preoccupante. Dalla Finlandia all’Ungheria, dalla Germania alla Grecia, i “Tea party” del Vecchio continente, come li ha definiti il Financial Times, guadagnano consensi nei sondaggi e nelle elezioni locali. Rendendo concreto il rischio che il Parlamento europeo si riempia di euroscettici, pronti a far guerra a ogni proposta e a paralizzare l’assemblea che spesso vota a maggioranza.

“Molto dipenderà da quanto riusciranno a mobilitare la protesta, attirando alle urne persone che altrimenti non ci andrebbero” osserva Sonia Piedrafita, ricercatrice del Centre for European policy studies a Bruxelles (Ceps), think tank di Bruxelles “E dalla loro capacità di formare una coalizione pre, ma soprattutto post elettorale, costituendo un gruppo unico nell’Europarlamento”.

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Esito nient’affatto scontato: la galassia dei nemici dell’Ue è variegata. Comprende la destra populista antiimmigrati e nazionalista dell’olandese Pvv e dell’austriaco Fpö, con cui il Front national vorrebbe formare un’alleanza, che comprenda belgi di Vlaams Belang e la Lega Nord), ma anche formazioni antiausterity e antieuro (dagli italiani Cinquestelle ai comunisti greci di Syriza, ai tedeschi di Alternative für Deutschland). Gli euroscettici del britannico Ukip (salito dal 10 al 13 per cento nei sondaggi in poche settimane). E perfino partiti filonazisti come Jobbik o Alba dorata, dai quali peraltro la Le Pen ha già preso in passato le distanze. 

“In molti paesi non esiste una soglia minima di voti, questo renderà più facile l’affermazione dei partiti euroscettici” aggiunge Piedrafita. “Le altre forze politiche paiono incapaci di proporre un messaggio altrettanto chiaro, ma l’unico modo per contrastare la crescente diffidenza verso le istituzioni europee e dire senza mezzi termini ai cittadini come sarebbe la loro vita senza l’Ue, quanto costerebbe avere più o meno Europa nella propria vita”.

Twitter @FrancaRoiatti

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