Chiara Degl'Innocenti

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A Parigi, come in altre città europee, l'allerta attentati è massima. E gli attacchi terroristi, seppur da parte di singole cellule dell'Isis, avvengono con una frequenza impressionante. L'ultimo è quello di Notre-Dame del 6 giugno.

Cosa è successo a Parigi

Un uomo di origine algerina di circa 40 anni, poi risultato chiamarsi Farid Ikken, ha aggredito con un martello un agente della polizia municipale davanti alla Cattedrale di Notre-Dame gridando: "Questo è per la Siria". Altri poliziotti sono accorsi in difesa del collega ed hanno sparato all'aggressore colpendolo al petto. 

Il 40 enne, che aveva anche due coltelli, è stato portato vi in ambulanza. Fonti vicine all'inchieste riferiscono che l'assalitore ha detto di essere "un soldato del Califfato" dell'Isis.

Per almeno un paio d'ore dopo circa un migliaio di persone - in gran parte turisti - sono rimaste chiuse dentro la cattedrale con le mani alzate. Solo dopo l'arresto dell'aggressore i turisti sono stati fatti uscire dalla cattedrale, dopo essere stati perquisiti, ad uno ad uno.

Inoltre è stato mostrata loro la foto dell'aggressore. 

Per Macron e il governo, la sfida del terrorismo è più che mai "prioritaria", come annunciato. Il Consiglio di difesa già previsto per il 7 giugno metterà a punto la nuova task force antiterrore e un nuovo corpo di agenti top-level agli ordini diretti dell'Eliseo si dicono pronti a intervenire in qualsiasi momento.


Le condizioni del poliziotto

Il poliziotto aggredito, di circa 20 anni, ha invece riportato una lieve ferita al collo, le sue condizioni sono buone, ma resta sotto osservazione.

L'attentatore

L'attentatore a Notre Dame Farid Ikken è algerino, è nato nel 1977 ed è arrivato nel marzo 2014 in Francia.

Nella sua abitazione sarebbe stato ritrovato un video con il giuramento all'Isis e il proposito di commettere attentati. Secondo alcuni media francesi, l'uomo sarebbe un ricercatore, laureato in scienze sociali e dottorando, all'Università di Metz, in giornalismo con una tesi sui media, in particolare quelli del Nord Africa. Lo conferma anche il presidente dell'università, Pierre Mutzenhardt, alla radio France Bleu, secondo cui Ikken, a sua volta giornalista in Algeria, studia dal 2014 al CREM, il Centro di ricerca sulle mediazioni. Inoltre avrebbe firmato diverse pubblicazioni e sarebbe sposato con una svedese.

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