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L'ombra dell'Isis sui prossimi Mondiali di Calcio: un bluff o una vera minaccia?

Lo Stato Islamico ha scelto Lionel Messi come "testimonial" per annunciare attacchi durante l'evento sportivo più importante del 2018

Messi Isis

Luciano Lombardi

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Mancano ancora sette mesi al suo inizio ma l'Isis già minaccia i Mondiali di Russia 2018, tramite uno dei suoi organi di propaganda, al-Wafa Media Foundation, e lo fa con un poster nel quale è immortalato Lionel Messi, il fuoriclasse del Barcellona, nei panni di un prigioniero che piange una lacrima di sangue dietro le sbarre.

Sotto di lui, la parafrasi del celebre claim della Nike, Just do it, che diventa Just Terrorism e, accanto, un'altra "sentenza": "Stai combattendo uno Stato che non ha la parola 'fallimento' nel suo vocabolario".

A scovare la locandina è stato Site, il sito che monitora l'attività jihadista sul web.

L'ultima della serie

L'immagine non è la prima che lo Stato Islamico collega alla prossima Coppa del Mondo. Di recente si è vista anche quella del soldato armato rivolto verso lo stadio Luzhniki di Mosca, dove verrà disputata la finale del 15 luglio 2018, e prima ancora rano circolati i manifesti raffiguranti l'esplosione del trofeo assieme a frasi minacciose come "Siamo noi che scegliamo il campo di battaglia", o "Il fuoco dei mujāhidīn vi brucerà".

D'altra parte, non è la prima volta che l'organizzazione terroristica minaccia attentati nei tornei di calcio internazionali: era avvenuto anche durante il Campionato Europeo del 2016 e il Campionato Europeo Femminile del 2017, ma in entrambi i casi si non verificò alcun incidente.

La Russia, sede di diversi attacchi terroristici rivendicati dall'Isis, da mesi rassicura il mondo su quanto sarà al sicuro il suo Mondiale: già a gennaio, il capo del comitato nazionale anticorruzione dichiarò che i preparativi per garantirlo erano "già in corso", e che avrebbero tenuto conto dell'esperienza accumulata dal Comitato Nazionale per il Terrorismo e delle altre organizzazioni di sicurezza nei Giochi Olimpici di Sochi, nell'Universiade di Kazan e in altri grandi eventi.

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