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La rabbia di Obama sull'Isis: "Sono il male assoluto"

Dopo la decapitazione di Kassig, il presidente degli Usa ha espresso tutto il suo sdegno

Torna l'orrore: l'ostaggio americano Peter Kassig è stato decapitato. Lo annuncia l'Isis in un nuovo video in cui si mostra l'uccisione dell'ostaggio in Siria.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha definito l'atto "di male assoluto, commesso da un gruppo terroristico che il mondo considera, a giusto titolo, inumano".

Nel video, postato dall'Isis su diversi siti jihadisti, si vede un boia con il volto coperto in piedi accanto ad una testa decapitata. Kassig, 26 anni, si chiamava Abdul Rahman Peter da quando si era convertito all'Islam. Era stato rapito il 1 ottobre 2013 mentre si trovava in Siria dove lavorava come operatore umanitario. Ex ranger, dopo aver intrapreso corsi per diventare assistente medico, si era trasferito in Libano, dove aveva fondato l'organizzazione no profit Sera (Special Emergency Response and Assistance). A giugno aveva scritto una commovente lettera ai suoi genitori, resa nota da loro dopo qualche mese.


LEGGI LA LETTERA DI PETER KASSIG AI GENITORI
 


Sua madre si era rivolta direttamente al Califfo dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi, per chiedergli di "parlare". "Sto provando a mettermi in contatto con lo Stato islamico a proposito della sorte di mio figlio. Sono una donna anziana e Abudl Rahman è il mio unico figlio. Mio marito e io siamo soli, senza alcun aiuto dal governo. Vorremmo parlare con te. Come possiamo raggiungerti?", è l'appello che la donna di Kassig aveva postato su Twitter lo scorso 9 ottobre.

Decapitazione di massa

Nel video in cui i jihadisti dell'Isis mostrano l'uccisione di Kassig si vede anche la decapitazione di massa di diversi soldati siriani fatti prigionieri. 

Dal video che mostra la decapitazione di Peter Kassig sembra che il boia dell'americano sia ancora una volta il 'jihadista John', l'uomo dall'accento britannico che ha gia' ucciso i britannici David Haines e Alan Henning, e gli americani James Foley e Steven Sotloff. (Ansa) 

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