Corea del Nord: che fine ha fatto Kim Jong-Un?

Solito ad apparire in pubblico, il dittatore nordcoreano non si vede più da un mese. E si pensa al colpo di stato

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Kim Jong-Un tra i militare in servizio in una base missilistica – Credits: Getty Images

Marina Jonna

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Il mistero della sparizione del leader nordcoreano inizia a essere qualcosa di più di una semplice frattura alle caviglie.

Kim Jong-Un era solito apparire in ogni occasione, al contrario di suo padre: valutava la produzione di una fabbrica di calzature, gesticolava in mezzo a un allevamento di capre, abbracciava truppe e bambini ovunque, lanciava missili e dirigeva pittori e architetti. Il suo presenzialismo, imbarazzante a dire il vero, aveva lo scopo di farsi guardare da tutti, come fosse un oggetto di culto.

Per questo motivo la sua sparizione pubblica inizia a far pensare a qualcosa di più che un disagio fisico, anche se l'agenzia di stampa nordcoreana rassicura sulla salute di Kim. Ma le ipotesi che si sono susseguite, dalla gotta alle caviglie fratturate, non giustificano la scomparsa prolungata del pingue Kim.
A maggior ragione ieri quando le due Coree si scambiavano colpi di artiglieria e i media nordcoreani hanno scelto la strada del silenzio.

A questo si aggiunge la visita improvvisa in Corea del Sud, a Incheon, del Vice Maresciallo Hwang Pyong So: un personaggio che solo un anno fa era sconosciuto ma che oggi si presenta come il numero due nordcoreano.
E il fatto che la delegazione stessa non sia stata in grado di dare una spiegazione all'assenza di Kim, ha portato molti a pensare a un vero e proprio colpo di stato.

E poi, all'orizzonte appare la sorella, Kim Yo Jong, 26 anni, di cui si sa solo che ha studiato in un collegio svizzero, come il fratello, ed è la più giovane di sette fratelli e sorelle della famiglia Kim.

L'unica cosa che non ci consola è che, appartenendo all'illustrissima famiglia di dittatori, abbia buone possibilità di aver ereditato la sete di sangue che ha da sempre contraddistinto il regime di Pyongyang.


A questo punto abbiamo una sola certezza: nel loro caso, tre generazioni non sarebbero sicuramente sufficienti a espiare le loro colpe.

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