Terzo caso di un italiano ucciso in Brasile, in meno di un mese, dopo quelli della ragusana Pamela Canzonieri e del milanese Alberto Baroli: Roberto Bardella è stato assassinato ieri, 8 dicembre a Rio de Janeiro dopo essere entrato per sbaglio a Morro dos Prazeres, una "favela" nel centro della metropoli carioca. L'uomo percorreva in moto la baraccopoli, considerata "pacificata" dalle forze dell'ordine, insieme a un altro italiano, suo cugino Rino Polato, 59 anni, di Jesolo.

- LEGGI ANCHE Brasile, il buco nero delle favelas

Morti per errore

I due turisti sarebbero entrati senza volere con le moto in un'area ancora controllata dai trafficanti, che avrebbero iniziato a sparargli contro. Bardella sarebbe morto sul colpo, raggiunto alla testa da un proiettile, mentre Polato, bloccato dai banditi e derubato, sarebbe stato poi rilasciato e ritrovato dalle forze dell'ordine in evidente stato di shock. Gli agenti sono intervenuti a seguito di una segnalazione dei residenti. Il corpo del primo italiano è stato trovato in via Candido de Oliveira. Il secondo, illeso, è stato poi localizzato in una strada poco distante. Uomini del Battaglione per le operazioni speciali della polizia militare (Bope) hanno compiuto un'operazione all'interno della favela alla ricerca dei criminali.

L'intervento della Farnesina

La Farnesina "sta seguendo il caso con il consolato generale a Rio de Janeiro, in stretto raccordo con le autorità locali", ha reso noto il ministero degli Esteri. In particolare fonti diplomatiche hanno precisato che si sta prestando la massima assistenza al superstite dell'agguato e che sono stati inviati il vice console e il carabiniere di servizio ad assistere il connazionale, che viene interrogato dalla polizia brasiliana. Viene offerta anche assistenza per il pernottamento e per il volo di rientro.

Il Morro dos Prazeres, dove vivono circa seimila persone, si trova in una zona turistica di Rio e dal 2011 è sede di una delle tante Unità di polizia pacificatrice (Upp), installate negli anni dal governo per rendere più sicura la città anche in vista dei Mondiali di calcio del 2014 e delle Olimpiadi dell'estate scorsa.

Gli altri italiani morti in Brasile

Quello di Bardella è il terzo episodio di violenza contro italiani accaduto nel Paese sudamericano in poche settimane. Nella notte tra il 17 e il 18 novembre la ragusana Pamela Canzonieri è stata trovata strangolata in casa a Morro de Sao Paulo, un piccolo paradiso nel sud di Bahia. Mentre il 5 dicembre Alberto Baroli, 51enne milanese ma residente a Parigi, e' stato accoltellato da un gruppo di malviventi durante una rapina nella villetta che aveva affittato con la moglie a Beberibe, una spiaggia del nord-est a circa 80 chilometri da Fortaleza, nello Stato del Cearà.

Violenza in Brasile: una guerra non dichiarata

Il Brasile non è in guerra ma si contano in media oltre 160 omicidi al giorno, uno ogni nove minuti. Con una percentuale di 29,1 omicidi ogni 100 mila abitanti, tra le più alte al mondo. Se in Siria, nei primi quattro anni di guerra, sono state uccise circa 260 mila persone, nello stesso periodo, in Brasile, i morti sono 279 mila. Nel 2014, gli omicidi sono stati 59.627, secondo le stime ufficiali. Che vengono però contestate dalle Ong per la difesa dei diritti umani e dalla stampa locale, secondo cui molti casi di omicidio vengono derubricati a "lesioni corporali seguite da morte", per non far aumentare le già sconvolgenti statistiche.

Gli stati più violenti sono quelli di Sergipe, Alagoas e Rio Grande do Norte. Secondo un rapporto di Human Rights Watch, tra le vittime degli omicidi vi sono ogni anno oltre 10 mila tra bambini e adolescenti, in massima parte neri. Con un tasso di 4,3 omicidi ogni 100 mila adolescenti, il Brasile è il terzo Paese al mondo più violento per i minori dopo El Salvador e Messico, secondo dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Secondo un rapporto dell'Alto commissariato per i diritti umani dell'Onu, la polizia brasiliana sarebbe inoltre responsabile dell'uccisione in media di 5 persone al giorno, in massima parte afrobrasiliani. Lo scorso anno, il Comitato Onu per i diritti dell'infanzia ha denunciato omicidi di "meninos da rua", bambini di strada, per "ipulire" le metropoli e soprattutto Rio de Janeiro, in vista delle Olimpiadi dell'estate scorsa. (ANSA).

© Riproduzione Riservata

Commenti