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Perché il Brasile ha votato per Jair Bolsonaro

Al primo turno il candidato dell'ultra-destra carioca ha ottenuto il 46,3% delle preferenze ipotecando la vittoria elettorale

Jair Bolsonaro esulta dopo la vittoria del primo turno delle elezioni politiche in Brasile

Eleonora Lorusso

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Oltre ogni aspettativa. Con il 46,03% delle preferenze Jair Bolsonaro ha vinto il primo turno delle elezioni in Brasile. Il 28 ottobre, forte di uno stacco di oltre 19 milioni di voti l'esponente dell'ultra destra conservatice affronterà Fernando Haddad, candidato per Partito dei lavoratori che ha raccolto il 29,28% dei consensi.

Bolsonaro, il Trump brasiliano

Una vittoria schiacciante che aggiunge il Brasile a quell'onda populista, sovranista, razzista e omofoba che sembra inarrestabile a tutte le latitidini. Come osserva  The Economist Bolsonaro è l'ultimo (in ordine di tempo) esponente della lista di populisti che si sono affermati negli ultimi tempi.

Una lista che va da Donando Trump negli Usa a Rodrigo Duterte nelle Filippine passando da Sebastian Kurz in Austria fino a Matteo Salvini in Italia, citato proprio dal magazine. "Se dovesse vincere - scriveva qualche tempo fa ancora l'Economist - potrebbe mettere in serio pericolo la sopravvivenza della democrazia nello Stato più grande dell'America latina".

Le ragioni del successo di Bolsonaro

Le ragioni del successo di Bolsonaro sono analoghe a quelle che hanno determinato l'onda sovranista a livello mondiale e vanno dalla crisi economica globale, alla corruzione politica nazionale, dalla criminalità in preoccupante aumento nelle grandi città alle finanze pubbliche allo stremo. In questo contesto di malcontento (l'ex presidente laburista Luiz Ignacio Lula da Silva si trova in carcere per corruzione e riciclaggio) il messaggio politico di Bolsonaro ha trovato terreno fertile per germogliare. 

Ex militare di estrema destra, esponente di spicco del PSL, il Partito Social Liberale, si è distinto per le sue idee ultraconservatrici, omofobe ("Meglio avere un figlio morto che gay") e razziste. Non ha mancato occasione di apprezzare le dittature militari degli anni '70-'80 e ha ottenuto le prime pagine dei giornali per dichiarazioni forti come: "La violenza va combattuta con una violenza più forte".

Ha anche proposto di cancellare le pene nei confronti di poliziotti che eccedono nel ricorso alla forza durante il loro servizio.

Cosa dicono le opposizioni

Secondo la stampa internazionale è lui la principale "minaccia alla democrazia liberale", ma gli osservatori esterni, così come gli stessi brasiliani democratici e progressisti avevano sottovalutato la forza seduttiva del messaggio di Bolsonaro.

La vera opposizione alla crescita dei consensi nei confronti del Trump carioca si è organizzata solo ad agosto quando è stato chiaro che Lula non era più presentabile e Haddad ha fatto il possibile (raggiungendo un comunque ragguardevole 30% di consensi ) per imporsi con una visione politica opposta a quella del rivale.

Anche le femministe si sono mosse tardi e hanno intrapreso una campagna in strada e su Facebook fondando il gruppo Mulheres Unidas Contra Bolsonaro (o, in inglese, Women United Against Bolsonaro). Hanno aderito 600.000 donne in poche ore. Per loro Bolsonaro è "misogino, prevenuto e sinceramente fascista".  

Chi è Jair Bolsonaro

Per Bolsonaro la chiave di volta della sua campagna elettorale è arrivata, suo malgrado, il sei settebre quando colui che fino a quel momento sembrava un pittoresco candidato della destra radicale  è stato accoltellato durante un comizio in una piazza nella città di Juiz de Fora.

Un attentato che la dice lunga sul livello di tensione che accompagna la campagna elettorale del dopo-Lula. Rioperato d'urgenza pochi giorni dopo e nonostante le voci che lo davano fuori dalla competizione elettorale, il suo consenso è aumentato proprio in seguito all'accoltellamento.

Sfruttando la necessaria convalescenza nell'ultimo mese Bolsonaro ha evitato ogni comizio pubblico e confronto diretto con i rivali politici e ha utilizzato la più potente arma sfrutta dal populismo a livello mondiale ovvero i social network. Da dietro la tastiera e grazie a slogan a misura di post Bolsonaro ha convinto il 46% dei brasiliani a credere in lui.

In una recente intervista il candidato brasiliano ha elogiato in particolare il Presidente americano Donald Trump dicendo: "Sta facendo un eccellente lavoro governativo abbassando le tasse, perché non si può continuare con questa socialdemocrazia". Proprio come The Donald, accusa la stampa di divulgare fake news per screditarlo. "Trump ha sofferto molto a causa delle fake news - ha dichiarato - ed è quello di cui da anni io sono vittima in Brasile".

Detto anche "Messia", per le sue promesse di "salvezza" del Paese e per aver scelto questo nickname, l'esponente nazionalista è approdato alla politica dopo una carriera da militare.

Cos'ha fatto finora

Classe 1955, originario dello Stato di San Paolo, vanta origini italiane e si è diplomato alla prestigiosa Academia Militar Das Agulhas Negras, diventando paracadutista dell'Esercito. Ha vissuto a cavallo tra gli anni '70 e '80, quando il Brasile era guidato da Emilio Medici e Ernesto Geisel che, seppure senza raggiungere i livelli delle dittature militari argentina e cilena, non ha risparmiato torture e persecuzioni agli avversari.

La carriera politica per Bolsonaro è iniziata nel 1988, quando è stato eletto consigliere comunale a Rio de Janeiro. Nel '91 diventa deputato, poi membro del PSL. E' finito al centro delle polemiche per accuse di favoritismo e nepotismo nei confronti della sua terza moglie, Paula Firmo Reinaldo, assunta come segretaria e beneficiaria di promozioni e aumenti di stipendio che hanno spinto la Suprema Corte Federale a intervenire, facendo sì che Bolsonaro la licenziasse.

Consensi in aumento

La sua leadership nell'area conservatrice si è paradossalmente rafforzata proprio nelle ultime settimane, dopo l'attentato.

Dalle piazze "fisiche" a quelle "virtuali", Bolsonaro vanta un nutrito seguito anche sui social.

L'ex militare è venerato nelle piazze e molto amato sui social. Arko Advice lo considera il candidato più popolare su internet, con 8,5 milioni di follower tra Facebook, Twitter, YouTube e Instagram.

Proprio il web è quello che ha più apprezzato le sue provocazioni in stile gunmen: quando, durante le campagne elettorali ha mimato il gesto di una pistola con la mano, i suoi consensi sono aumentati e l'imitazione è diventata virale.

Lo stesso gesto di simulare l'impugnatura di un'arma è stata replicata anche di recente, quando ad un comizio, ha "insegnato" a una bambina a tenerne virtualmente in mano una e il giorno delle elezioni, il 7 ottobre, un uomo si è scattato un selfie in cabina elettorale mentre teneva in mano una pistola.

Proprio come Trump, infatti, è un sostenitore della libertà di difesa personale tramite le armi in vendita libera ("Per difendersi da possibili attacchi di delinquenti").

L'esponente della destra radialche ha anche chiarito: "Come Trump aspira a una America grande, io voglio un Brasile grande".

Le "Donne Unite contro Bolsonaro"

Lo zoccolo duro dell'opposizione a Bolsonaro arriva dalla donne. Su Facebook il gruppo Mulheres Unidas Contra Bolsonaro dopo aver ricevuto in poche ore oltre 600.000 richieste di adesione, come riferisce The Guardian, è diventato un movimento che vanta un seguito di 2,5 milioni di donne brasiliane

"Abbiamo bisogno di unirci per fermare il disastro che potrebbe capitare a questo nostro Paese" ha detto Maìra Motta, una insegnante di filosofia 40enne in un comizio nella città di Vitòria da Conquista. La fondatrice del gruppo Facebook, invece, è la Ludmilla Teixeira, che ha spiegato così quanto l'idea del movimento: "Ci aspettavamo che crescesse, ma non in modo così veloce". Tra le donne "indignate" ci sono ragazze, avvocati, casalinghe, transessuali, medici, scrittori. A unire questo folto gruppo c'è l'idea di fermare Bolsonaro e la sua "visione tossica delle donne e delle minoranze". 

Nei prossimi 20 giorni Bolsonaro ha promesso una campagna elettorale ancora più aggressiva e invasiva mentre Fernando Haddad deve vedersela, oltre che con la forza di Bolsonaro, anche con la sfiducia degli elettori di sinistra che potrebbero scegliere di disertare le urne.

Già all'indomani della vittoria dell'ultra-destra al primo turno Haddad ha invitato tutte le forze moderate e democratiche del Brasile a sostenerlo per evitare la catastrofe che potrebbe accadere alla giovane democrazia brasiliana se Jair Bolsonaro dovesse diventare il nuovo Presidente del Paese.

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