Elezioni in Emilia-Romagna e Calabria: le cose da sapere
ANSA/ GIORGIO BENVENUTI
Elezioni in Emilia-Romagna e Calabria: le cose da sapere
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Elezioni in Emilia-Romagna e Calabria: le cose da sapere

Gli schieramenti, il numero di elettori, le vicende giudiziarie che hanno portato le due regioni a trovare un nuovo Presidente

Sono poco più di 5,3 milioni gli elettori chiamati domenica alle urne in Emilia-Romagna e Calabria, dove il voto anticipato è dovuto alle dimissioni di entrambi i governatori per questioni giudiziarie.

Lungo la via Emilia a decretare la fine del lungo “regno” di Vasco Errani è stata la Corte d'Appello di Bologna, che a luglio ha condannato il presidente, uomo forte del Pd, a un anno (pena sospesa) per falso ideologico, ribaltando l'assoluzione in primo grado. Decisivo il milione di euro elargito nel 2006 dalla Regione alla cooperativa Terremerse, all'epoca presieduta da Gianni Errani, fratello maggiore del governatore. Secondo i giudici la coop rossa aveva mentito sui requisiti per ottenere il finanziamento finalizzato alla costruzione di una cantina vitivinicola a Imola. Da qui la condanna in primo grado a 2 anni e 6 mesi a Errani senior per truffa alla Regione. Il fratello Vasco è stato invece punito per aver tentato di depistare le indagini con una relazione sul caso scritta da due dirigenti regionali (condannati pure loro) e spedita in Procura ma ritenuta falsa. Un'ora dopo il verdetto, Errani ha deciso di dimettersi.

Favoritissimo per la sua successione è adesso Stefano Bonaccini, candidato del Pd e di altre tre liste. Se la dovrà vedere con Alan Fabbri (Lega Nord, Fi, Fdi), Giulia Gibertoni (M5S), Alessandro Rondoni (Ncd-Udc), Cristina Quintavalla (l'Altra Emilia-Romagna) e Mauro Mazzanti (Liberi Cittadini).

Una condanna in primo grado a sei anni per abuso d'ufficio e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, arrivate nel marzo scorso, sono invece costate la poltrona all'ex governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, ora in rotta col suo partito, l'Ncd. La vicenda risale a quando era sindaco di Reggio Calabria; tutto inizia con l'autoliquidazione per 750mila euro fatta dall'ex dirigente dell'Ufficio Finanze del Comune, Orsola Fallara, poi morta suicida nel 2010. Quei soldi si riferiscono all'incarico di rappresentante nella Commissione tributaria. La Procura decide di vederci chiaro, spuntano gravi irregolarità nei bilanci comunali tra il 2008 e il 2010, con le entrate spesso ‘gonfiate', secondo i magistrati anche per motivi “di consenso”. A fine aprile 2014 Scopelliti si dimette, evitando così la sospensione per effetto della legge Severino.
Ora il grande favorito è il bersaniano del Pd Mario Oliverio, sostenuto da ben 8 liste. Anche qui, centrodestra diviso: da una parte Wanda Ferro (Fi, Fdi e Casa delle Libertà), dall'altra Nico D'Ascola (Udc e Ncd). In corsa anche Cono Cantelmi (M5S) e Domenico Gattuso (l'Altra Calabria).

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