Spending review e impiegati pubblici, così Cottarelli vuol tagliare 85mila posti
Guido Montani/Ansa
Spending review e impiegati pubblici, così Cottarelli vuol tagliare 85mila posti
Economia

Spending review e impiegati pubblici, così Cottarelli vuol tagliare 85mila posti

Il commissario del governo per la revisione della spesa ha presentato un piano ridurre il personale dello stato. Con il blocco (ancora una volta) del  turnover tra giovani e anziani

Almeno 85mila posti di lavoro in meno entro il 2016 e blocco delle assunzioni. E' la cura dimagrante imposta al personale dello stato dalla spending review, il piano del governo per ridurre la spesa pubblica, curato dal commissario Carlo Cottarelli.

CHI E' CARLO COTTARELLI

Per attuare i tagli al pubblico impiego, Cottarelli ha ideato una misura già in parte praticata negli anni scorsi. Si tratta del blocco del turnover, cioè la mancata sostituzione dei dipendenti statali più anziani che vanno in pensione, con giovani neoassunti. A ben guardare, il blocco del turnover nella pubblica amministrazione italiana c'è già, ma in forma ben più attenuata rispetto a quanto previsto da Cottarelli. Oggi, infatti, il tasso di sostituzione tra giovani è anziani nella Pa è fermo al 20%. Ogni volta che si verificano dieci fuoriuscite di lavoratori statali, avvengono infatti soltanto due nuove assunzioni. Secondo il commissario alla spending review, si può andare ben oltre le cifre attuali. Il blocco del turnover può essere infatti totale, seppur in via transitoria, e può portare in teoria una riduzione di 90mila posti pubblici. Attraverso tutte queste misure, cioè gli esuberi e le mancate sostituzioni tra giovani e pensionati, a detta di Cottarelli si possono ottenere risparmi di spesa per un totale di 3 miliardi di euro in tre anni.

LA SPENDING REVIEW

Resta ancora da chiarire, tuttavia, dove verranno indirizzati di preciso i tagli ipotizzati con la spending review, che hanno già provocato le reazioni negative dei sindacati, in primis della Cgil. Non va dimenticato, infatti, che la pubblica amministrazione italiana ha già un organico con un età media molto elevata. In Francia, solo per citare un esempio tra i tanti, il 28% degli impiegati ha meno di 25 anni, contro il 10% del nostro paese. Bloccando il turnover, dunque, l'età media del personale salirebbe ulteriormente, tenendo lontana dagli uffici la fascia di lavoratori più produttiva, con inevitabili effetti negativi sulla qualità dei servizi.

LA CARTA DI RISERVA

Cottarelli è ovviamente ben consapevole di questi problemi e, nella sua relazione sulla spending review esposta alla Commissione Bilancio del Senato, ha indicato una carta di riserva. Invece di bloccare ulteriormente le nuove assunzioni e far partire agli esuberi, si potrebbe mettere in atto misure alternative come il collocamento in disponibilità del personale in eccesso. Si tratta di una procedura con cui il dipendente viene messo a riposo, in attesa di essere destinato ad altri uffici e subisce nel frattempo una riduzione dello stipendio. Inoltre, sono ipotizzabili incentivi in denaro una tantum per chi vuole abbandonare la pubblica amministrazione, a cui si può aggiungere il rafforzamento della mobilità obbligatoria, cioè lo spostamento di impiegati dagli enti che hanno esuberi di personale a quelli che invece presentano delle carenze di organico.

Infine, non viene escluso neppure un taglio dei servizi che attualmente la pubblica amministrazione affida all'esterno a enti e società private. Le misure alternative ipotizzate da Cottarelli genereranno però una riduzione della spesa inferiore a quella preventivata e ottenuta appunto con il blocco totale del turnover e i tagli ai posti di lavoro. In questo caso, dunque, i 3 miliardi di di risparmi attesi rischiano di rivelarsi una chimera.

LE PENSIONI E LA SPENDING REVIEW

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