Cosa serve davvero all'edilizia per ripartire
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Cosa serve davvero all'edilizia per ripartire

Lo Sblocca Italia, con la riconferma dell’ecobonus non soddisfa i costruttori che chiedevano invece più risorse e il rinnovo delle detrazioni sulle ristrutturazioni

Continuano i commenti, o sarebbe meglio dire le polemiche, sui provvedimenti contenuti nel decreto Sblocca Italia. In particolare a far discutere sono le misure adottate per rilanciare il settore dell’edilizia, uno dei più colpiti dalla crisi di questi ultimi anni. Ebbene, le scelte fatte dall’esecutivo hanno scontentato in larga parte il mondo delle costruzioni. Innanzitutto per l’entità delle risorse messe in campo. A fronte infatti di richieste degli operatori che avevano ventilato un intervento choc da 100 miliardi di euro, non sono arrivati neanche i 10 miliardi verosimilmente attesi. Il bilancio alla fine infatti parla di 3,8 miliardi di euro di nuovi fondi, tra l’altro spalmati su più anni, e concentrati soprattutto sulle grandi opere infrastrutturali.

COSA CONTIENE LO SBLOCCA ITALIA

A lasciare l’amaro in bocca ai costruttori è però anche la qualità delle misure adottate. Inutile nascondere infatti che il comparto edile attendeva con ansia la riconferma delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni. In particolare di quelle che riguardano tutti i lavori di ammodernamento. Una misura che al momento, se non ci saranno novità non sarà più in vigore a partire dal 2015. E in effetti su questo fronte il governo ha deciso altrimenti. La priorità è stata data al cosiddetto ecobonus, quello che prevede detrazioni per chi esegue lavori di ristrutturazione che portino ad un efficientamento energetico degli immobili. Su di esso quindi sono state concentrate le già poche risorse finanziarie.

LE PROMESSE DI RENZI

In aggiunta, ma suona più come una consolazione, è stato introdotto un nuovo bonus che dovrebbe riguardare, ma i dettagli sono ancora tutti da chiarire, interventi di ristrutturazioni che portino ad un consolidamento antisismico. Stiamo parlando quindi di interventi che innanzitutto avranno come oggetto zone del Paese ad alto rischio sismico e che dovranno poi essere sfruttate da chi risulti abitare in immobili ancora non in regola con le più recenti norme contro i terremoti. Di scarso valore, in termini di rilancio delle attività, appare poi la norma che semplifica la procedura in caso di lavori all’interno della propria abitazione. Il fatto di non dover fare richieste esplicita agli uffici tecnici per spostare una porta o una parete secondaria, appare una semplice semplificazione burocratica, certamente di buon senso, ma non certo capace di sprigionare effetti dirompenti.

FAR RIPARTIRE L'EDILIZIA, PER FAR RIPARTIRE L'ECONOMIA

E inefficace alla ripresa dei lavori edili è anche la misura che prevede agevolazioni per chi acquista un immobile e poi lo rimette sul mercato degli affitti per i successivi otto anni a canone concordato. Si tratta infatti di intervento che mira innanzitutto a far respirare quei tanti costruttori che hanno già realizzato in questi ultimi anni immobili che però a causa della crisi risultano al momento invenduti. Una forma di sostegno che mira dunque a rilanciare un mercato immobiliare ormai stagnante. Inoltre, l’altro pregio di questo provvedimento dovrà essere quello, tutto da verificare però, di ridare ossigeno al mercato degli affitti, anch’esso ormai in crisi totale. Uno scenario complessivo nel quale dunque si comprende la delusione dei costruttori, che ora possono solo sperare che nella legge di stabilità che presto sarà all’ordine del giorno nell’agenda di governo possano rientrare dalla finestra provvedimenti che nel decreto Sblocca Italia sono usciti dalla porta. Staremo a vedere.

 SBLOCCA ITALIA, SE LA DELUSIONE E' TANTA

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