Attenti all’amore via chat
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Economia

Attenti all’amore via chat

Secondo gli esperti, con le videochiamate tramite internet cambiano gli assetti emotivi e il linguaggio del corpo non viene percepito. Le relazioni a distanza diventano, quindi, fragili e più complicate

Alzi la mano chi non ha avuto almeno una relazione a distanza o non sia stato costretto ad assenze più o meno prolungate dagli affetti più cari. Con inevitabili telefonate fiume e bollette alle stelle, mugugni per eventuali malintesi per un tono di voce insolito o, peggio, per appuntamenti mancati a causa di imprevisti di ogni tipo. «Ma ora c’è Skype» si compiace Michael Bublé, il cantante canadese di origini italiane in tournée perenne o quasi. «Con la videochat tengo vivo il mio matrimonio (con la modella Luisana Lapolito, ndr)» assicura. «Riuscendo a vederci, seppure grazie a una videocamera, sentiamo meno la nostalgia».

In effetti, il contatto è immediato. Ovunque ci si trovi basta un clic e si è connessi. Magie dell’hi-tech. Tutto bene, dunque? Dipende. Perché è vero che la comunicazione virtuale facilita i contatti, con il partner e non solo. Ma è altresì vero che c’è il rischio concreto che possa distorcere la realtà facendoci dire o fare cose che di persona non diremmo o non faremmo mai. È quanto sostiene Daniele La Barbera, presidente della Società di psicotecnologia e clinica dei nuovi media (Siptech): «Quando comunichiamo in una chat, il nostro assetto emotivo cambia. Con Skype e simili le emozioni difficilmente si consolidano e vivere rapporti profondi e stabili diventa più complicato».

Addirittura? Il rischio c’è. Soprattutto per le coppie novelle. «Online il tono di voce non cambia anche nel caso si dicano cose imbarazzanti, non si arrossisce e gli occhi rimangono pressoché fissi sullo schermo» ricorda Federico Tonioni, a capo dell’ambulatorio per le dipendenze da internet del Politecnico Gemelli di Roma. In soldoni: le emozioni non trapelano. E il linguaggio del corpo, essenziale in ogni relazione, è pressoché azzerato. Niente allarmismi, però un occhio in più per capire la veridicità della comunicazione virtuale sarebbe auspicabile. Tanto più che non si tratta certo di un fenomeno marginale. Nella sola Italia il 30,1 per cento dei naviganti è solito utilizzare Skype, per un totale di 8,4 milioni di utenti unici al mese (dati Audiweb - Nielsen, marzo 2012). Mentre i frequentatori di chat di ogni tipo sono almeno il doppio.

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