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Ecatombe nel Mediterraneo: già 2.000 i migranti morti nel 2015

L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni conferma anche che sono l'Italia e la Grecia i Paesi più esposti ai flussi dal Nordafrica

Sono più di 2.000 i migranti morti nel Mediterraneo nei primi sette mesi del 2015 mentre tentavano di raggiungere le coste europee: lo ha riferito il portosvoce dell'Organizzazione Internazionale per le migrazioni, Itayi Virri, da Ginevra. Solo nel 2014 i decessi avvenuti lungo la rotta mediterranea - secondo Fortresseuerope - si erano invece attestati su un numero di 3.419 complessivi. Numeri, aggiungiamo, stimati per difetto, essendo materialmente impossibile che tutti i corpi siano stati recuperati nelle acque del Mare Nostrum. Dal 1988 al 2014 sono morte lungo le frontiere dell'Europa, invece, almeno 21.439 persone, di cui 2.352 soltanto nel corso del 2011, almeno 590 nel 2012, 801 nel 2013. 

La principale organizzazione intergovernativa in ambito migratorio ha fatto sapere che sono 188.000 i migranti soccorsi nel Mediterraneo dall'inizio dell'anno e si potrebbe sfondare il muro dei 200 mila già questa settimana. Per l'Oim i dati confermano come quella lungo nel Mediterraneo centrale sia "la rotta più letale per i migranti in cerca di una vita migliore", una situazione che potrebbe ulteriormente aggravarsi.

Infatti ben 1.930 migranti sono morti tentando la traversata dalla Libia all'Italia, solo 60 mentre tentavano di raggiungere la Grecia. Nei primi sei mesi del 2014 i morti nel Mediterraneo erano stati in tutto 1.607, con un totale di 3.279 a fine anno. Il numero più alto di arrivi si è registrato in Italia (97.000) e Grecia (90.500), ha fatto sapere l'Oim, che ha sottolineato come la nuova linea assunta dall'Ue da aprile sui salvataggi in mare abbia permesso di "recuperare molte persone che altrimenti sarebbero morte".

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Redazione Panorama