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(Ansa)
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Il rischio di allargamento al Libano del conflitto in Medio Oriente con Hezbollah

Tel Aviv colpisce obiettivi in Libano dei miliziani che rispondono con un attaco al confine nord in cui è rimasto ucciso un soldato italo-israeliano

La scorsa notte l'aeronautica militare di Gerusalemme ha lanciato un'ondata di attacchi nel sud e nelle profondità del Libano in risposta al continuo lancio di missili diretti verso il nord di Israele da parte di Hezbollah. Mercoledì il primo ministro Benjamin Netanyahu ha avvertito che «Israele è preparato con una risposta estremamente potente» agli attacchi di Hezbollah, intensificati in maniere esponenziale negli ultimi giorni. «Chiunque pensi di poterci fare del male e che resteremo con le mani in mano si sbaglia di grosso», ha detto Netanyahu durante una visita alla città settentrionale di Kiryat Shmona, che è stata in gran parte evacuata da quando il gruppo terroristico con sede in Libano ha iniziato ad attaccare Israele. Successivamente, parlando ad un evento per commemorare il Giorno di Gerusalemme, Netanyahu ha nuovamente promesso che Israele avrebbe riportato la calma nel nord, a qualsiasi costo: «L’Iran sta cercando di soffocarci e di accerchiarci e noi stiamo reagendo direttamente e con i suoi delegati» ha detto Netanyahu. He poi ha concluso «non possiamo accettare che la situazione nel nord continui, non continuerà. Riporteremo i residenti alle loro case e riporteremo la sicurezza». Durante il suo intervento allo stesso evento, il presidente israeliano Isaac Herzog ha lanciato un avvertimento alla comunità internazionale riguardo alla necessità di contenere Iran e Hezbollah prima che la situazione sfugga al controllo: «Mi rivolgo alla comunità internazionale e ai suoi leader da questa sede, sottolineando che non possiamo restare indifferenti di fronte a questo terrorismo che proviene dal Libano e da altre aree. Da mesi, Israele subisce attacchi quotidiani da parte di agenti iraniani operanti in Libano, in una palese violazione di tutti gli accordi e le risoluzioni internazionali», ha dichiarato Herzog.

Hezbollah è una potenza militare

Aldilà delle dichiarazioni muscolari un concreto allargamento del conflitto al Libano per Israele è rischiosissimo dato che Hezbollah non è certo Hamas o la Jihad islamica. Hezbollah, fazione politico-militare sciita islamica libanese, possiede un arsenale militare che è considerato più potente dell'esercito libanese ed è paragonabile alla forza armata di un esercito di medie dimensioni. Hezbollah è noto per la sua vasta collezione di missili e razzi, con capacità che vanno dai razzi a corto raggio alle armi a lunga gittata in grado di colpire in profondità all'interno del territorio israeliano. Si stima che possiedano tra i 130.000 e i 150.000 missili e razzi vedi i Katyusha, Fajr, Zelzal, M-600, YaZah e i Fateh-110 e secondo gli esperti, il numero delle formazioni militari di Hezbollah potrebbe variare dai 20 ai 30mila militanti.

Preoccupa inoltre il fatto che Hezbollah è dotato di droni tra i quali ci sono il Mirsad-1 che, secondo quanto riferito, ha una portata di circa 200 km. l’Ayoub, un derivato dello Shahed-129 con una gittata di oltre 1.600 km oltre ad avere l’accesso ad altri droni di fabbricazione iraniana, come Karrar, Mohajer e Sammad. Altro elemento di preoccupazione è quello relativo al fatto che Hezbollah ha recentemente utilizzato un nuovo tipo di drone kamikaze in grado di lanciare missili aria-superficie S-5 contro i bersagli e successivamente proseguire il suo percorso fino a esplodere su un obiettivo specifico. Questo innovativo drone non necessita di tornare alla base, essendo lanciato da un booster che elimina la necessità di una pista di atterraggio. Questa tecnologia consente a Hezbollah di condurre attacchi aerei senza dipendere da aeroporti o piste di decollo, incrementando così la loro capacità offensiva in campo aereo. Al momento, Hezbollah non ha rivelato il nome o le specifiche tecniche di questo nuovo drone. Il 16 maggio, Hezbollah ha effettuato un attacco contro l’avamposto di Metula, situato nel nord dei territori occupati, impiegando un drone e due razzi S-5. L'operazione ha colpito l’obiettivo con estrema precisione. In particolare, la Resistenza libanese ha utilizzato un drone suicida iraniano Ababil-2 e due razzi S-5 di origine sovietica. La modalità operativa del drone prevede il lancio dei razzi contro un veicolo militare israeliano prima di compiere un'immersione suicida sull’obiettivo.

Nuovi F35 per Israele

A proposito di Gerusalemme il ministero della Difesa israeliano ha firmato un accordo con il governo degli Stati Uniti per il terzo squadrone di aerei Adir (F-35), che sarà integrato nelle Forze di Difesa Israeliane (IDF). La missione del Ministero della Difesa israeliano negli Stati Uniti ha ufficialmente firmato una Lettera di offerta e accettazione (LOA) per acquisire il terzo squadrone di F-35 per l'aeronautica israeliana. L'accordo è stato firmato da Brig. Gen. (in pensione) Mishel Ben Baruch, capo della missione. Comprende 25 velivoli F-35 prodotti da Lockheed Martin, completi di servizi di supporto e manutenzione. Con il completamento di questo programma, l’aeronautica israeliana espanderà la propria flotta a 75 di questi velivoli stealth avanzati. La consegna degli aerei all'IDF inizierà nel 2028 ad un ritmo compreso tra tre e cinque aerei all'anno. La transazione ha un valore di circa tre miliardi di dollari, finanziata dal Foreign Military Financing degli Stati Uniti. Secondo l'accordo originale tra i governi, il produttore di aerei Lockheed Martin e il produttore di motori Pratt & Whitney si impegnavano a coinvolgere l'industria israeliana nella produzione di aerei F-35 venduti alle forze statunitensi e ad altri paesi. L’acquisizione di queste piattaforme fa parte di un’iniziativa globale che il Ministero della Difesa e le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno promosso negli ultimi due anni per rafforzare le proprie capacità e rafforzare il proprio potere in risposta alle minacce esistenti e future. Per il ministro della Difesa Yoav Gallant: «L’acquisizione del terzo squadrone di F-35 riflette la forza dell'alleanza strategica tra Israele e Stati Uniti. Questa capacità ha un impatto significativo sulle arene vicine e lontane. Nel momento in cui alcuni dei nostri avversari mirano a minare i nostri legami con il nostro più grande alleato, non facciamo altro che rafforzare ulteriormente la nostra alleanza. Ciò invia un messaggio potente ai nostri nemici in tutta la regione. Vorrei esprimere il mio apprezzamento e la mia gratitudine ai nostri partner del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e al governo americano in generale per aver rafforzato e garantito il vantaggio e le capacità strategiche di Israele». Il Direttore Generale del Ministero della Difesa, Magg. Gen. (in pensione) Eyal Zamir ha affermato: «Avviata dal Ministero della Difesa israeliano e dall'IDF prima della guerra e approvata dal Ministro della Difesa, la firma dell’accordo sullo squadrone F35 conclude un importante processo di approvvigionamento e durante esso è stato accelerato. Il programma Adir e le altre iniziative che stiamo portando avanti contribuiranno a garantire la continua disponibilità dell’IDF e dell’Aeronautica Militare per le sfide multi-minaccia nei prossimi anni al governo degli Stati Uniti, i cui alti rappresentanti abbiamo incontrato la settimana scorsa a Washington, per aver sostenuto le esigenze di sicurezza di Israele e per aver mantenuto il suo vantaggio qualitativo e tecnologico negli anni a venire».

Lotar, la nuova Unità Speciale antiterrorismo

L'esercito israeliano ha ufficializzato la creazione di una nuova unità speciale antiterrorismo chiamata «Lotar». Il suo obiettivo, dopo le lezioni apprese dall'attacco di Hamas del 7 ottobre scorso, è di «fornire una risposta rapida e immediata a incidenti terroristici», nelle comunità israeliane vicine alla Striscia di Gaza. L'Unità è composta da riservisti, veterani delle unità d'élite che vivono in quelle comunità o nelle vicinanze. Lo scorso 24 maggio, l'IDF ha annunciato il primo impiego dell'unità Lotar nella battaglia contro il tentativo di Hamas di riorganizzarsi a Jabalya, nel nord di Gaza. L'esercito israeliano ha comunicato, attraverso i media, che inizierà a presentare i risultati delle indagini sul fallimento che ha preceduto l'attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre a partire dal prossimo mese. Secondo il programma dell'IDF, all'inizio di luglio sarà presentata la prima parte dell'indagine al capo di stato maggiore Herzi Halevi, seguita dalle successive. L'indagine riguarda anche le battaglie contro Hamas tra il 7 e il 10 ottobre, quando le truppe israeliane ripresero il controllo delle comunità e delle basi militari nel sud di Israele che erano state invase da Hamas. Sotto esame ci sono circa 40 luoghi di battaglia e oltre 20 comandanti dell’esercito. Tutto questo accade mentre Hamas ha nuovamente gettato la maschera rifiutando l’accordo proposto dagli Usa per la semplice ragione che non più o quasi ostaggi da scambiare ed è anche per questo che Israele deve continuare nell’opera di distruzione del gruppo jihadista.

La risposta di Hezbollah. Ucciso soldato italo Israeliano

Alla fine mentre scriviamo si apprende che Rafael Kauders, un riservista italo-israeliano di 39 anni, è stato ucciso durante un attacco di Hezbollah nel nord di Israele.

Rafael Kauders

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato la notizia su X, esprimendo le sue più sentite condoglianze alla famiglia di Kauders, che è molto attiva nella comunità italiana in Israele. L'esercito israeliano aveva già comunicato la triste notizia della morte di Kauders nella mattinata.

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Stefano Piazza