Francia, sventato attacco di Natale dell'Isis
Dal Mondo

Francia, sventato attacco di Natale dell'Isis

La Rubrica - Appuntamento in Piazza

Francia

La scorsa settimana la polizia francese ha sventato un complotto dell'ISIS per un attacco che sarebbe dovuto avvenire durante le celebrazioni natalizie, dimostrando che il Paese rimane costantemente minacciato dai terroristi. I due uomini arrestati avevano propaganda dell'Isis nelle loro case parigine. In Francia a tenere banco in questi giorni è la chiusura temporanea della Grande Moschea di Beauvais, capoluogo della regione del dipartimento dell’Oise, in Alta Francia. Il fatto ha scatenato le reazioni indignate dal mondo musulmano ma la decisione presa dal Ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin è stata obbligata visto che l’imam avrebbe pronunciato sermoni che incitano all’odio contro cristiani, ebrei, omosessuali. Oltre a glorificare la jihad.

Italia

Abderrahim Moutaharrik, il trentaduenne “pugile dell’Isis" residente a Lecco è uscito dal carcere, ma non tornerà nella sua abitazione perché è diretto al Centro espulsioni di Bari, in attesa della riapertura dei confini con il Marocco. L’uomo arrestato dalla Digos di Lecco il 28 aprile 2016 per terrorismo internazionale, secondo gli inquirenti aveva ricevuto l’ordine dall’Isis di compiere un attentato in Vaticano. Nell’operazione della Polizia di Stato finirono in carcere, oltre ad Abderrahim Moutaharrik, la moglie Salma Bencharki, di 31 anni (già espulsa dall’Italia il 22 agosto 2019) e Abderrahmane Khachia, 33 anni, residente in provincia di Varese e fratello di Oussama Khachia, un foreign fighter morto in Siria, e Wafa Koraichi, 30anni, residente in provincia di Verbania. Al “pugile dell’Isis“, così chiamato perché era un talentuoso atleta di kickboxing che si allenava in Canton Ticino e che nelle intercettazioni parlava anche di un possibile attentato da commettere in Vaticano, era già stata revocata la cittadinanza italiana.

I mercenari del Wagner Group in Mali: ora Washington avverte Bamako

Mercoledì scorso il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha avvertito il Mali che ci saranno pesanti conseguenze finanziarie oltre alla destabilizzazione del Paese -già violento- se il Governo deciderà, come paventato, di reclutare il gruppo di mercenari russi Wagner al costo di 10 milioni di dollari al mese nella lotta contro i jihadisti. La milizia privata notoriamente vicina a Vladimir Putin è accusata dalle Nazioni Unite di molestie sessuali, intimidazioni e abusi avvenuti nella Repubblica Centrafricana. ‹‹Le forze di Wagner, note per le loro attività destabilizzanti e violazioni dei diritti umani, non porteranno la pace in Mali, ma destabilizzeranno ulteriormente il Paese››, ha affermato il Segretario di Stato in una nota, aggiungendo: <<Esortiamo il Governo di transizione del Mali a non distogliere le scarse risorse di bilancio dalla lotta al terrorismo condotta dalle Forze armate maliane››. Sulla vicenda interverrà sicuramente anche il presidente francese Emmanuel Macron che arriverà a Bamako lunedì prossimo per incontrare il presidente di transizione maliano, il colonnello Assimi Goïta che è alla guida del Paese dopo il secondo colpo di Stato accaduto lo scorso maggio.

Germania

Le autorità di sicurezza di Amburgo lo scorso mese di agosto sono riuscite a prevenire un attacco di matrice islamista ad Amburgo. Lo hanno annunciato la polizia, il pubblico ministero e la sicurezza dello Stato venerdì scorso in una conferenza stampa. Secondo quanto riferito il ventenne Abdurachman C. era riuscito ad entrare in possesso di sostanze che avrebbero potuto essere usate per costruire una bomba che avrebbe avutoi effetti devastanti. L'arrestato non è altri che il figlio di un islamista noto da tempo alle autorità di Amburgo, ha affermato il capo del dipartimento di sicurezza dello Stato dell'Ufficio di polizia criminale di Stato (LKA), Claus Cortnumme. Il padre marocchino era corresponsabile della moschea Al-Quds, dove si incontravano i membri della cellula terroristica di Amburgo intorno a Mohammed Atta prima degli attentati dell'11 settembre 2001. Come si suol dire di padre in figlio…

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Stefano Piazza