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(Ansa)
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Dal Mondo

Dall'Ucraina il racconto del dramma della guerra di Viktoria

Cittadini ucraini nel nostro paese portano alla luce storie di familiari e parenti bloccati nell'inferno dei bombardamenti

«I russi stanno uccidendo tutti, fanno violenza sulle donne e saccheggiano le case, sono peggio dei nazisti tedeschi della seconda guerra mondiale. Nella mia città stanno facendo morire di fame le persone, perché non fanno entrare gli aiuti umanitari e mia madre è lì da sola». Viktoria, da oltre 20 anni in Italia, racconta così il dramma della madre, ancora in Ucraina e che al momento non è ancora riuscita a fuggire.

Nella città di Chernihiv i russi presidiano le periferie e non fanno arrivare gli aiuti umanitari. Così anche se la città è in mano agli ucraini con il blocco degli aiuti la popolazione non ha di che sfamarsi e rischia di morire di stenti. I civili che cercano di fuggire o semplicemente di uscire per procurarsi acqua e cibo sono giustiziati sul posto. L’assedio nelle città delle forze russe punta ad indebolire la popolazione togliendole gli aiuti umanitari per indurla ad arrendersi. Nel racconto di Viktoria la strategia di Putin nelle città per portare l’Ucraina ad arrendersi è chiara.

Dove si trova sua madre?

«Mia madre ha 65 anni e vive in Ucraina a Chernihiv vicino la frontiera con la Bielorussia. La città è ancora in mano all’Ucraina ma è praticamente circondata dalle forze russe e dai carro armati che non fanno passare i camion e le macchine con gli aiuti umanitari. Quelle che passano sono a rischio perché i russi sparano a chiunque. La gente che ha provato a scappare è stata giustiziata sul posto».

Riesce a sentirla?

«Si, grazie ad internet riesco a sentirla ma in molte parti delle città hanno interrotto le comunicazioni e non c’è la luce e così in tanti non possono ricaricare i telefoni per comunicare. Mia madre vive da sola purtroppo e non può uscire dalla città perché sparano a vista. Ho cercato di aiutarla contattando conoscenti, organizzazioni e le chiese ma è tutto bloccato. Nessuno riesce ad uscire vivo da Chernihiv soprattutto in questi due giorni, siamo sotto assedio».

Come fanno i cittadini senza cibo ed acqua?

«Mia madre ad esempio mangia le poche cose del suo orto che aveva conservato in estate perché è pericoloso uscire perché sparano sempre. Ci sono combattimenti per strada e lanciano i missili a distanza, bombardano ovunque. Il sindaco della città ha detto in diretta Fb che è arrivato un camion di aiuti ma non è sufficiente per una città intera di 300mila persone perché sono solo due pedane di alimenti. La gente dalle periferie invece si è spostata nei rifugi da giorni senza viveri e patisce la fame. C’è anche un ospedale psichiatrico dove i pazienti stanno senza cibo acqua e assistenza sanitaria da giorni. Anche le forze russe hanno fame e stanno saccheggiando i villaggi, rubano il cibo nelle case, i telefoni e gli animali. Alcuni fanno anche violenza sulle donne».

Gli ucraini combattono?

«C’è tanta resistenza intorno alla città per non far entrare i russi. Il mio popolo è come i partigiani, ma anche se la città è ancora nostra aspettano che cediamo. Ci stanno facendo morire di fame!La nostra debolezza è stata che nessuno si aspettava la guerra perché tanta gente non credeva che sarebbe successo tutto questo. I russi stanno uccidendo tutti e tra loro è pieno di mercenari e ceceni».

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