Dal Mondo

Che fine fanno i trumpiani sui social

Rubrica "The Lob"

L'hanno chiuso perché diffondeva "odio". "The Donald", il sottogruppo più popolare del social Reddit, non c'è più. Lì dentro, da almeno sei anni 800 mila fan repubblicani si ritrovavano ogni giorno per discutere di politica e fare brainstorming su materiali di propaganda a favore di Donald Trump. Lo slogan del gruppo era semplice e micidiale: "Postate i vostri meme, e diffondeteli ovunque. Make America great again". E così è stato: dalle discussioni interne al gruppo sono usciti decine e decine di meme, di slogan e di teorie complottiste, che presto sono diventate virali sui social di massa (Facebook e Instagram) e sono state retwittate dallo stesso Presidente su Twitter. Grazie a questa strategia, "The Donald" è stato per anni il quartier generale grazie al quale i repubblicani hanno vinto la "meme war", la guerra dei meme condotta su internet e che nel 2016 è stata una componente importantissima della campagna elettorale di Trump.

"The Lob", la rubrica di tutto quello che fa Lobbying e comunicazione

Il sottogruppo, però, è diventata anche una fucina di razzismo, minacce e campagne d'odio, la cui chiusura era invocata da moltissimi attivisti politici. Dopo anni passati a nicchiare, i boss di Reddit hanno capitolato. Steve Huffman, co-fondatore, ha detto che "la libertà di pensiero politica è sacra, ma la community ha violato le regole che vietano qualsiasi forma di molestie, violenza o bullismo". È una mazzata per Trump, che, privato delle folle oceaniche nei palazzetti, contava almeno di vincere la guerra su internet grazie alla sua personale fabbrica di meme.

Gli orfani di The Donald però si stanno organizzando. Già un anno fa, quando il gruppo venne "quarantinato", i repubblicani ripudiati dalle piattaforme tradizionali iniziarono a crearsi i loro social network o forum su cui creare materiale di propaganda in vista delle elezioni di novembre. Il più importante è forse TheDonald.win, costruito dagli stessi amministratori del sottogruppo Reddit. Ma c'è anche Gab.com (alternativa a Twitter) e Minds.com (alternativa a Facebook). Sono spazi privati, sorta di social in cui i trumpiani creeranno ciò che altrove non possono, e cercheranno di preparare la controffensiva al candidato democratico Joe Biden, in vista delle elezioni di novembre. Un meme alla volta.

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