Cronaca

Vaticano: inizia il Sinodo mondiale dei giovani (che però non ci sono)

La Chiesa getta acqua sul fuoco delle polemiche per la scarsa presenza dei diretti interessati dovuta a "problemi logistici e organizzativi"

Piazza San Pietro, Roma

Orazio La Rocca

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In Vaticano inizia il Sinodo mondiale dei giovani, ma i giovani dove stanno? Quanti saranno in realtà i rappresentanti dei teanager dei 5 continenti che faranno ascoltare la loro voce ai 266 padri sinodali scelti tra cardinali, patriarchi d'Oriente ed Occidente, porporati di curia, presidenti di conferenze episcopali, vescovi ed arcivescovi?

Conti alla mano e stando alle cifre fornite alla presentazione ufficiale delle assise tenuta dai cardinali Lorenzo Baldisseri e il brasiliano Sergio da Rocha, rispettivamente segretario generale e relatore ufficiale, saranno una esigua pattuglia i giovani che, senza diritto di voto, sono stati invitati al "loro" Sinodo.

Malgrado le assicurazioni di papa Francesco che, in tante occasioni, ha speigato che "la Chiesa si pone in ascolto dei giovani con un Sinodo tutto per loro perché i giovani vanno ascoltati". Assicurazione ribadita solennemente in particolare all'incontro presinodale del marzo scorso, parlando agli oltre 300 ragazzi e ragazze radunati in Vaticano per studiare "mappe, strategie e programmi con cui affrontare le problematiche giovanili a livello planetario".

Pochi i Paesi con delegati giovanili

Ma, spiace dirlo, dalle parole (papali) non sono seguiti i fatti sul piano sia operativo che organizzativo. Al Sinodo dei vescovi (il terzo dell'era Bergoglio dopo i due, straordinario ed ordinario, sulla famiglia di 2 anni fa) dal titolo "I giovani, la fede ed il discernimento vocazionale" - durerà 28 giorni, dal 3 al 28 prossimo - , i rappresentanti dei ragazzi e delle ragazze saranno appena 36, in media circa 7 delegati per ogni continente.

Sette giovanissimi dai 19 ai 29 anni scelti dai vescovi locali che non potranno rappresentare tutti i Paesi dei rispettivi continenti. Come succederà, per esempio, per l'Europa con le sue 28 nazioni membri dell'Ue (Unione Europea). Ma lo stesso problema si avvertirà anche per il resto del mondo.

Ad aggravare la situazione, ci sarà anche l'impossibilità per i 36 giovani delegati a partecipare attivamente ai lavori dei Circoli Minori (le commissioni) dove si entrerà ancora più a fondo alle problematiche giovanili dal rapporto con la fede, agli scandali nella Chiesa, dal ruolo dei cristiani in materia di accoglienza ed aiuti a poveri, migranti e ammalati, alle tematiche affettive e sessuali, alle questioni legate alla scuola e al mondo del lavoro.

I 7 delegati continentali non potranno certamente essere presenti contemporaneamente ai 14 Circoli Minori. Per cui sarà a dir poco problematico per i 266 padri sinodali ascoltare dalla viva voce dei diretti interessati le analisi, le critiche e le proposte dei giovani.

Ma i teenager presenti non potranno votare

"E' vero che da tutto il mondo parteciperanno 36 giovani, che parteciperanno come auditores, cioè con diritto di parola ma non di voto, ma è certo che potranno contribuire ugualmente con la loro vivace presenza a far sentire la voce di tanti loro coetanei", assicura il cardinale Lorenzo Baldisseri. Che aggiunge per cercare di anticipare le lamentele sulla scarsa presenza dei diretti interessati al Sinodo dei giovani: "E' la prima volta che in una importante assise mondiale dei vescovi, che avrà anche potere deliberante grazie alla nuova Istruzione firmnata da papa Francesco, ci sarà una nutrita presenza di ragazzi, non è poco, anche se forse potevano essere di più, ma problemi organizzativi e logistici, vista la capienza dell'aula del Sinodo, hanno indotto gli organizzatori a decidere in questo senso”.

Problemi logistici fatti propri anche dal cardinale Sergio da Rocha e dal sottosegretario del Sinodo, il vescovo Fabio Fabene, secondo il quale "non va comunque sottovalutato il contributo già fornito dai giovani che hanno preso parte al pre Sinodo di marzo, con analisi, proposte, attese e programmi che saranno vagliati dai padri sinodali. Ma ogni partecipante alle assise di ottobre - insiste Baldisseri - come ha chiesto il Santo Padre si metteranno in ascolto di tutte le problematiche dei giovani e ne trarranno le conclusioni. Praticamente la Chiesa cattolica nella sua interezza presterà attenzione a tutto quanto le voci giovanili metteranno in evidenza, e per la prima volta possiamo dire che la cattolicità universale sarà quasi al gran completo. Basti pensare che - novità assoluta - ci saranno tra i padri sinodali due vescovi cinesi della Chiesa patriottica (filo governativa, ndr), invitati dal Santo Padre e subito autorizzati dalle istituzioni cinesi".

I due vescovi cinesi

In realtà, un fatto del genere non era mai avvenuto. "I vescovi cinesi sono Giovanni Battista Yang Xaoting e Giuseppe Guo Jincai, rettore del seminario di Pechino", ha reso noto il portavoce vaticano Greg Burke. "L'invito del Papa è stato accettato immediatamente e la loro presenza - sottolinea il segretario del Sinodo Baldisseri - è la conseguenza, non diretta, dell'accordo provvisorio firmato pochi giorni fa tra Cina e Vaticano. In precedenza, vescovi cinesi erano stati sempre invitati ai Sinodi, ma non erano potuti venire". I giovani - parola d'onore di Baldisseri – al Sinodo saranno ascoltati ed avranno quotidiane occasioni di esporre le loro idee, anche attraverso i più avanzati mezzi di comunicazione (Whatsapp, Facebook, YouTube...), conferenze stampa e breafing giornalieri coordinati dal neo prefetto del Dicastero per la comunicazione, Paolo Ruffini che, in quanto presidente del comitato per l'informazione del Sinodo, terrà ogni giorno personalmente l'incontro con i giornalisti, di volta in volta con vescovi e esperti.

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