Cronaca

Stranieri e criminalità, il problema esiste: lo dice il Capo della Polizia

Il Prefetto Gabrielli conferma: "Gli stranieri che sono il 12% della popolazione compie il 33% dei reati". Come la mettiamo ora?

Migranti a Ventimiglia

Andrea Soglio

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«I dati sulla criminalità sono incontrovertibili, da 10 anni c’è un trend complessivo di calo dei reati. Ma c’è anche, negli ultimi anni, un aumento degli stranieri coinvolti tra arrestati e denunciati, questo è inequivocabile».

Boom! A lanciare la bomba è il Prefetto Franco Gabrielli, Capo della Polizia durante un convegno a Roma in cui ha illustrato gli ultimi dati sulla criminalità e sicurezza in Italia. Ed i numeri, ha spiegato Gabrielli sono "inequivocabili". Sgomberiamo subito il campo dai malintesi: Gabrielli è da sempre uomo dello Stato, stimato da tutti, anche dall'attuale Governo. Non ha la tessera della Lega, non va a Pontida e nemmeno al Papeete. Quindi quando fa un'affermazione questa non è macchiata da chissà quale idea politica ma basata su fatti, conoscenze, esperienza.

"Gli stranieri - ha spiegato - sono responsabili del 33% dei reati; ed essendo il 12% della popolazione questo dà la misura del problema". Traduzione: in Italia c'è un problema sicurezza legato agli stranieri, regolari e non. I reati infatti nel loro complesso stanno calando ma ben un crimine su 3 vede come responsabile uno straniero. E, da questo punto di vista, non c'è alcuna riduzione.

A voler fare i precisi il rapporto tra un cittadino italiano e la criminalità è dello 0,75%. Lo stesso rapporto calcolato per uno straniero è del 33%, cioè oltre 40 volte tanto.

Un'ammissione non da poco quella di Gabrielli che sdogana quell'idea che il problema della sicurezza legato agli stranieri fosse solo un'affermazione malsana del Salvini o del razzista di turno. Invece è un dato di fatto, comprovato dai numeri.

Cifre e considerazioni che arrivano mentre i porti italiani sono aperti più che mai e le frontiere con gli altri paesi chiusi e blindati. Non c'è da star tranquilli, anzi, sicuri. Lo dicono i numeri, lo dice il Capo della Polizia.

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