Cronaca

Ronaldo accusato di stupro nel 2009: ecco cosa sappiamo

Le tappe della vicenda che coinvolge il fuoriclasse della Juventus. Inchiesta riaperta a Las Vegas, la difesa di CR7 e i documenti pubblicati

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Giovanni Capuano

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Cristiano Ronaldo è accusato di stupro da una donna americana, oggi 34enne, che nell'estate del 2009 - secondo la sua accusa - sarebbe stata violentata dal calciatore in una stanza di un hotel di Las Vegas dove il portoghese si trovava in vacanza. La vicenda è emersa per il lavoro del settimanale tedesco Der Spiegel che ha analizzato per un anno alcuni documenti ottenuti attraverso il sito Football Leaks compreso un accordo riservato stipulato nel 2009 con la donna per non rivelare l'accaduto dietro pagamento di 375.000 dollari.

Ad accusare Ronaldo è Kathryn Malorga, all'epoca modella di 25 anni che ha accettato di raccontare la vicenda allo Spiegel confermando quando ricostruito dai giornalisti tedeschi sulla base dei documenti. L'attaccante portoghese ha respinto tutte le accuse con un comunicato: "Nego fermamente. Lo stupro è un crimine abominevole, contrario a tutto ciò in cui credo. Mi rifiuto di alimentare lo spettacolo mediatico creato da persone che cercano pubblicità a mie spese. Aspetterò con serenità l'esito di qualsiasi tipo di indagine perché la mia coscienza è pulita".

La polizia di Las Vegas ha confermato di aver riaperto un'indagine per presunto stupro relativo ad accadimenti del 2008, epoca in cui furono condotti degli esami medici su una donna. Nello stato del Nevada, dove si trova Las Vegas, non esiste prescrizione per il reato di stupro.

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Il messaggio di Ronaldo su Twitter del 3 ottobre 2018 – Credits: tratto da Twitter

La ricostruzione (presunta) dei fatti

Secondo quanto raccontato da Kathryn Malorga, che all'epoca lavorava come modella ed era ingaggiata da locali di Las vegas per fingersi cliente e attirare altri clienti all'interno dei locali, lo stupro sarebbe avvenuto il 12 giugno 2009 nella suite del Palms Casino Resort di Las Vegas in cui Ronaldo si trovava in vacanza.

Il calciatore, allora in procinto di trasferirsi al Real Madrid e già star del calcio mondiale con la maglia del Manchester United - con la quale aveva già conquistato una Champions League, un Mondiale per club, tre Premier League e il Pallone d'Oro 2008 -, avrebbe conosciuto la ragazza all'interno del Rain, locale per Vip e l'avrebbe poi invitata a proseguire la serata con una festa privata nella sua suite.

Qui, sempre secondo l'accusatrice, avrebbe assalito la sua vittima costringendola a un rapporto anale della durata di qualche minuto malgrado la donna gli chiedesse ripetutamente di fermarsi. Kathryn non denunciò subito Ronaldo, ma dopo qualche ora parlò alla polizia dello stupro avvenuto e fu sottoposta in ospedale a un test per verificare il suo racconto. Quel giorno, secondo la ricostruzione dei fatti fornita da Der Spiegel, la donna si limitò a indicare in un "personaggio pubblico" e "atleta" l'autore della violenza.

Un video pubblicato dal quotidiano inglese The Sun e che ha fatto il giro del mondo in poche ore ritrae Ronaldo e la ragazza insieme nel locale quella sera. I due ballano, si abbracciano e chiacchierano in mezzo ad altre decine di persone.

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Ronaldo con Kathryn Mayorga nel video pubblicato dal Sun - 10 ottobre 2018 – Credits: ANSA/MATRIXPICTURES.CO.UK

L'accordo extra giudiziale

La versione fornita dalla modella è respinta con forza da Ronaldo e dai suoi avvocati. Nel 2017, però, lo Spiegel ha ottenuto attraverso Football Leaks documenti attestanti un accordo privato risalente ai mesi successivi al presunto stupro nel quale Kathryn Mayorga si impegnava a non parlare mai di quanto accaduto ricevendo in cambio un pagamento di 375.000 dollari.

La stampa portoghese ha scritto che a fare pressioni su Ronaldo perché giungesse a un accordo sarebbe stato il Real Madrid, nuovo club dell'attaccante, preoccupato che la vicenda potesse screditare la società e mettere in difficoltà CR7 nel suo sbarco a Madrid.

Secondo la ricostruzione fatta leggendo le carte, la trattativa per arrivare all'accordo durò mesi e produsse un documento con undici clausole di riservatezza (12 gennaio 2010) nelle quali Kathryn si impegnava a non parlare dell'episodio con nessuno, nemmeno in famiglia o nel corso di un'eventuale terapia psicologica, e a non denunciare penalmente Ronaldo che, da parte sua, aveva fornito i risultati di un test HIV negativo perché il rapporto sarebbe stato non protetto.

In caso di rottura dell'accordo, secondo le carte, ci sarebbero state conseguenze finanziarie per la donna che lo aveva sottoscritto. Nel database hackerato di Football Leaks, i giornalisti tedeschi hanno anche rinvenuto un carteggio tra il calciatore e i suoi legali nel quale Ronaldo, rispondendo a precisa domanda, ammetterebbe che la ragazza avrebbe detto "No" diverse volte e di essere stato brusco ("Non gentile") fino a scusarsi alla fine. Una versione mutata nel tempo. CR7, infatti, sostiene in seguito che il rapporto sessuale fu consenziente.

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Uno stralcio dell'accordo del 2010 pubblicato da Der Spiegel - 8 ottobre 2018 – Credits: tratto da Twitter

Kathryn Malorga ha spiegato di aver deciso di denunciare oggi Ronaldo perché allora temeva il caos che sarebbe seguito a una sua denuncia e perchè sotto choc: un trauma superato solo con l'ausilio di supporti psicologici. Secondo Der Spiegel all'epoca non era in condizioni fisiche e mentali per firmare quell'accordo che ora viene impugnato e che fu sottoscritto su suggerimento di un avvocato non esperto di questioni legate alla violenza sessuale. La donna sarebbe stata convinta a parlare anche dalla minor paura determinata dallo sviluppo del movimento #metoo. 

Il giallo delle prove e l'indagine

Ad aggiungere mistero al mistero, la denuncia fatta sempre a Der Spiegel da parte di Leslie Mark Stovall, avvocato della donna. La testimonianza del 2009 della sua assistita e il materiale portato a prova della violenza (bianchera intima e vestiti indossati quella notte dalla modella) sarebbero stati smarriti dalla polizia di Las Vegas e non sarebbero più a disposizione per una nuova valutazione.

La polizia di Las Vegas ha smentito questa circostanza con un intervento del suo portavoce lo scorso 9 ottobre e ha confermato che Ronaldo potrebbe essere sentito "come persona informata dei fatti non essendo al momento indagato". Un atto che potrebbe accadere anche in video conferenza oppure con domande e risposte via mail. Difficile al momento immaginare un viaggio negli Stati Uniti per il confronto.

Nelle carte pubblicate dal settimanale tedesco anche l'attività compiuta dai legali di Ronaldo all'epoca dei fatti per schedare tutti i comportamenti di Kathryn Malorga: dal voto per il partito Democratico alle contravvenzioni per divieto di sosta fino al numero di bicchieri di vino bevuti. Un'autentica schedatura commissionata a detective privati.

Ci sono altre donne che denunciano?

Il Daily Mail ha raccontato di una seconda donna, dall'identità ancora sconosciuta, che avrebbe contattato l'avvocato Stovall - difensore di Kathryn Mayorga - per raccontare di essere stata vittima di un episodio simile da parte di Cristiano Ronaldo. Il legale ha spiegato di aver girato la segnalazione alla polizia di Las Vegas per gli opportuni approfondimenti.

Non è escluso al momento che possa trattarsi della persona che nel 2005 a Londra denunciò il calciatore (all'epoca al Manchester United) in una vicenda che non ebbe alcun seguito dopo che Cristiano si presentò spontaneamente a Scotland Yard per rilasciare alcune dichiarazioni giudicate sufficienti dalla polizia inglese per giustificare l'accaduto. L'inchiesta non proseguì.

Il tabloid The Sun ha, invece, fatto il nome di Karima El Marhoug, più nota come Ruby Rubacuori, salita agli onori delle cronache per la vicenda del bunga bunga di Berlusconi. Ronaldo avrebbe pagato 4.000 dollari per fare sesso con lei, all'epoca diciassettenne. Non è chiaro se accusi il giocatore di stupro o la sua vicenda sia stata semplicemente tirata fuori in un momento in cui l'attenzione è molto alta.

Coinvolgimento smentito dalla stessa ragazza in un messaggio al suo avvocato e che in ogni caso farebbe riferimento a una vicenda sui cui gli investigatori, già nel 2010, non trovarono alcun riscontro per un racconto pieno di contraddizioni.

La linea difensiva di Ronaldo

Ronaldo si è affidato all'avvocato Peter S. Christiansen che affianca il pool di legali che si occupa dei suoi affari e che ha avuto mandato di occuparsi della vicenda relativa all'accusa di stupro. In un comunicato dello scorso 10 ottobre (pubblicato sul sito di Gestifute, la società che gestisce immagine e affari del portoghese) è stata delineata la strategia difensiva.

L'avvocato ha accusato Der Spiegel (che ha risposto sostenendo di aver verificato ogni documento e di averne "centinaia") di aver pubblicato documenti manipolati e falsi, soprattutto in relazione alle parti contenenti "supposte" dichiarazioni di Ronaldo come i passaggi in cui ammetterebbe che la ragazza non era pienamente consenziente al momento del rapporto sessuale. Materiale rubato dall'hacker di Football Leaks e "irresponsabilmente" pubblicato dai media.

Sempre secondo la tesi difensiva, la firma dell'accordo nel 2010 non rappresenta un'ammissione di colpa ma semplicemente il modo consigliato dai consulenti di allora di uscire da una situazione scomoda con il rischio di veder lesa la propria immagine. E si ribadisce con forza che l'unica posizione tenuta in questi nove anni da Ronaldo è che quanto accadde quella notte a Las Vegas fu "pienamente consensuale". Non una violenza o uno stupro.

Il quotidiano portoghese Correio de Manha ha scritto che ad obbligare Ronaldo a sottoscrivere l'accordo nel 2010 fu il Real Madrid che con un comunicato ha smentito fermamente la ricostruzione annunciando azioni legali.

Le ricadute commerciali della denuncia

La riapertura dell'indagine da parte della polizia di Las Vegas e l'eco delle notizie in giro per il mondo hanno allarmato alcuni dei marchi multinazionali che hanno legato il proprio brand all'immagine di Cristiano Ronaldo. Lo scorso 4 ottobre due colossi come Nike ed EA Sports si sono detti "profondamente preoccupati" della situazione.

Nike, che ha scelto CR7 come testimonial a vita al pari di Michael Jordan e LeBron James, ha inviato ad Associated Press una dichiarazione: "Siamo profondamente preoccupati per le accuse inquietanti e continueremo a monitorare da vicino la situazione". EA Sports, che produce Fifa 19 che ha in copertina proprio Ronaldo, ha espresso una posizione simile. 

Secondo Associated Press anche Save The Children sta valutando la situazione per verificare l'opportunità di proseguire nel rapporto con il calciatore portoghese perché le accuse, qualora dimostrate, renderebbero incompatibile la sua immagine con la missione dell'associazione.

La Juventus si è schierata in difesa del suo campione con un messaggio su Twitter del 4 ottobre. Il titolo ha perso in Borsa il 26,6% nelle prime due settimane bruciando 439 milioni di euro di capitalizzazione dopo il rally d'estate e inizio autunno.

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Il comunicato via Twitter della Juventus su Cristiano Ronaldo (4 ottobre 2018) – Credits: tratto da Twitter

Articolo in aggiornamento - Ultimo aggiornamento martedì 12 ottobre ore 19.00

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