Pedofilia: in cosa consistono le accuse di monsignor Viganò al Papa

Dieci pagine in cui il monsignore sostiene che Francesco fosse a conoscenza degli abusi dell’ex cardinale Theodore McCarrick su minori e adulti

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Chicago, 18 novembre 2014: L'arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex nunzio apostolico degli Stati Uniti – Credits: Charles Rex Arbogast-Pool/Getty Images

Chiara Degl'Innocenti

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“Papa Francesco sia il primo a dare il buon esempio a cardinali e vescovi che hanno coperto gli abusi di McCarrick e si dimetta insieme a tutti loro”. E le parole di monsignor Carlo Maria Viganò pesano sul Vaticano come un macigno. L’ex nunzio apostolico ha accusato infatti papa Bergoglio di aver taciuto nel giugno 2013 (ovvero tre mesi dopo la sua elezione al pontificato) le informazioni ricevute riguardo ai presunti abusi sessuali su minori commessi dall’arcivescovo emerito di Washington Theodore McCarrick, al quale recentemente proprio il Papa ha tolto la porpora. Un’accusa violenta che è arrivata a Bergoglio durante la sua visita in Irlanda in cui è tornato a parlare della grande piaga che affligge la Chiesa, la pedofilia.

La denuncia di Viganò

Si tratta di una decina di pagine, pubblicate sul quotidiano La Verità, oltre che su alcuni media conservatori, che non portano prove ma indicano però che gli abusi dell’ex cardinale americano Theodore McCarrick fossero coperti dal silenzio di decine di alti vertici della Chiesa, Papa Francesca compreso, che da anni erano a conoscenza delle accuse di violenza su minori, e anche adulti, da parte del cardinale.

L’accusa di Viganò al pontefice riguarda infatti il mancato rispetto delle sanzioni imposte da Benedetto XVI nei confronti di McCarrick pur essendo stato informato dei fatti già nel 2013.

“In questo momento estremamente drammatico la Chiesa universale riconosca i suoi errori e in coerenza con il conclamato principio di tolleranza zero”. Questo quanto sostiene Viganò nella sua missiva riguardo al Papa: “Nel caso di McCarrick non solo non si è opposto al male ma si è associato nel compiere il male con chi sapeva essere profondamente corrotto, ha seguito i consigli di chi ben sapeva essere un perverso, moltiplicando così in modo esponenziale con la sua suprema autorità il male operato da McCarrick. E quanti altri cattivi pastori Francesco sta ancora continuando ad appoggiare nella loro azione di distruzione della Chiesa! Francesco sta abdicando al mandato che Cristo diede a Pietro di confermare i fratelli. Anzi con la sua azione li ha divisi, li induce in errore, incoraggia i lupi nel continuare a dilaniare le pecore del gregge di Cristo”.

La risposta di Papa Francesco

Concisa la risposta del pontefice alle accuse dell’ex Nunzio in Usa. “Ho letto questa mattina quel comunicato. Dico sinceramente: leggete voi attentamente quel comunicato e fate voi il vostro giudizio. Io non dirò una parola su questo: credo che il comunicato parla da sé e voi avete la capacità giornalistica sufficiente per trarre le conclusioni”, così ha commentato papa Francesco sull’aereo di ritorno dall’Irlanda.

Chi è Viganò

Ma chi è Viganò? Nato a Varese nel 1941, Carlo Maria Viganò, detto anche lo “sterminatore dei Papi” perché considerato tra quelli che hanno dato il via alla lunga serie di denunce contro il Vaticano, è stato ordinato sacerdote alla fine degli anni ‘60. Nel 1992 viene nominato nunzio apostolico in Nigeria e arcivescovo di Ulpiana, in Kosovo. Quasi sei anni più tardi entra a far parte della Segreteria di Stato come delegato per le rappresentanze pontificie facendosi molti nemici tra i porporati tanto che viene allontanato da Roma con la nomina a nunzio apostolico emerito a Washington dove non smette di parlare. Anzi. Da qui denuncia tutti quelli che lo hanno "confinato" in America, come si legge nella lettera del 2012 inviata al cardinale segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone in cui accusa di essere stato allontanato dalla Santa Sede perché ritenuto personaggio scomodo dopo casi aver elencato casi di nepotismo, di appalti truccati e di malcostume amministrativo in Vaticano. Ma arrivato negli Stati Uniti Viganò non si ferma e prosegue con le denunce facendo scoppiare lo scandalo Vatileaks. Ultima sua "richiesta" le dimissioni dello stesso Bergoglio.

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