«Le prove non producono nulla di nuovo, tirano fuori quello che c'è»
«Le prove non producono nulla di nuovo, tirano fuori quello che c'è»
Cronaca

«Le prove non producono nulla di nuovo, tirano fuori quello che c'è»

Cosa ci attende «dopo» il Coronavirus secondo lo scrittore e poeta Davide Rondoni

Dopo sarà che continueranno a cercare di farci credere a che il Coronavirus è spuntato in un mercato a duecento metri da un laboratorio cinese di ricerca virale per scopo militare, dopo sarà che scienziati e politici sempre in tv che ci assicuravano di stare tranquilli, con la stessa faccia ci diranno: guai a chi si muove, e poi: ora muovetevi, faranno la parte loro assegnata.

Dopo sarà Cina e America che si meneranno ancora.

Dopo sarà che l'Europa non esiste essendo stata governata da banchieri e da ologrammi senza identità.

Dopo sarà che le baggianate di Harari sull'uomo sapiens che sta diventando Deus diffuse nei suoi libri pompati come furono quelli di Eco (il semiologo pompato chissà come mai all'avvento delle grandi aziende di comunicazione) crolleranno davanti a un verso di Leopardi o di Miloszc. Crollerà la loro presunta verità, come crolla quella di tanti altri intellettuali servi del potere in questi decenni, ma si ergerà la macchina da guerra fondata sulle loro menzogne usate come "giustificazione culturale".

Dopo si vorrà farci credere che "vedete, c'ê bisogno di uno Stato forte" e certo di una presunta economia libera (modello cinese) dopo si guarderà con sospetto chi non si allinea a questa idea, dopo succederà che la mascherina non ce la toglieranno per un po'.

Dopo sarà che con mesi di non contatto fisico e di presunto contatto con se stessi sarete quasi tutti più di carta velina.

Dopo mesi di comunicazione e nessuna comunione sarà il corpo (anche quello di Cristo sottratto in questi mesi) ancor più un accidente o un feticcio. Dopo occorrerà averne fame ancora e di più.

Dopo sarà una presunta scoperta dell'essenziale per alcuni e la scoperta della miseria reale per molti. Infatti se c'ê bisogno di un virus per riprendere contatto con se stessi, per arrivare all'essenziale, forse questa ripresa di contatto è con un fantasma, e l'essenziale una triste idea invece che la fontana da cui nasce una vita rigogliosa. L'essenziale infatti è ciò che genera una vita piena non un un vuoto misero e rachitico. "Ora et labora", infatti, non "ora consuma e stai connesso".

Dopo sarà che qualche cantante dirà che ha ritrovato se stesso, ma lo deve dire in chat, rimandato su sky o da Fazio.

Dopo sarà in parte realizzato il sogno dei "Fabiani" e di intellettuali che volevano realizzare le premesse hegeliane e marxiste sposandole con la finta libertà del consumismo e con il finto cosmopolitismo già irriso dal filosofo ceco Jan Patocka citato dal lucido Alain Fienkenkraut.

Dopo sarà una ancor più dura lotta al "luogo comune" imposto per via di prevenzione eco-sanitaria, finita e fallita l'imposizione per via globalizzante.

Dopo sarà che in alcuni saremo presi per ancora più folli e inaffidabili.

Dopo sarà che occorreranno alleanze forti in una guerra si ricostruzione di qualcosa che sia il meno falso, il meno stupido, il meno spiritualmente fragile possibile.

Dopo diventerà più vero, estremo, un compito iniziato molti anni fa.

Dopo non sarà come prima, perché il peggio e il meglio che saranno venuti fuori si confronteranno più aspramente, meravigliosamente e duramente. Le prove non producono nulla di nuovo, tirano fuori quel che c'è. Ungaretti accanto al compagno morto in trincea scrisse che mai era stato "tanto attaccato alla vita". Ma non lo scirve perchê l'orrore lo aveva spinto al bene, bensì perchè aveva "scritto lettere piene d'amore". E la data di quella poesia, Veglia, che si trova come un diamante da disseppellire in tutti i libri di scuola è quella del giorno prima della vigilia di Natale.

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