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Cronaca

Forza Italia, 17 ragioni per vincere l'Europeo (battendo gli inglesi)

La Rubrica - Lessico Familiare

Domenica sera, nel glorioso stadio di Wembley (sia pur riedificato ex novo) si disputerà la partita delle partite, quella che rapirà due nazioni intere e chiunque abbia sangue tricolore o inglese in giro per il mondo. Durante il match non si udirà che il brusio proveniente dalle TV e dai maxischermi, tra strade deserte e silenzio irreale: due popoli interi tratterranno il respiro in attesa di abbandonarsi alla gioia più grande o perdersi nella mesta delusione, vedendo 'gli altri' festeggiare.

E allora, in questa vigilia della grande sfida e come segnale di buon auspicio, abbandoniamoci ad un sano patriottismo, declinato non già come volgare sciovinismo 'alla francese' (condensato da complessi di superiorità), ma basato su un semi-serio elenco dei motivi del perché meritiamo di vincere.

L'Italia deve vincere perché:

perché il nostro inno nazionale esalta la fratellanza (Fratelli d'Italia) non un'istituzione monarchica (God save the Queen) ancorata alla preistoria e conservata quasi solo per abitudine;

perché non chiediamo a Dio di salvare la Regina ma ci esaltiamo come popolo che si compatta fino al sacrificio (siamo pronti alla morte, l'Italia chiamò);

perché il nostro Capo di Stato vive in un palazzo maestoso, il Quirinale, mentre il loro premier in un'anonima villetta a schiera come tante ce ne sono alle periferie della nostra città;

perché i nostri corazzieri sembrano antichi soldati romani e non indossano un buffo copricapo che pare la capigliatura di Marge Simpson;

perché nel nostro Parlamento e in Senato stanno tutti comodamente seduti mentre nella Commons Chamber a molti tocca assistere alle sedute in piedi manco fossero sull'autobus di punta della mattina;

perché i nostri Presidenti di Camera e Senato, a differenza del loro 'speaker', non urlano come banditori a un'asta di cavalli o venditori al mercato rionale;

perché da noi ciò che è lecito o illecito viene regolato da leggi approvate dal Parlamento o dagli enti locali, comunque sempre dopo un iter collegiale, mentre loro dipendono da precedenti giudiziari decisi da qualche singolo magistrato o collegio di pochi membri, con conseguenze spesso assurde che abbandonano la giustizia all'arbitrio dei giudici;

perché gli avvocati da noi non indossano ridicole parrucche di crine di cavallo (obbligatorie fino al 2007, ma tant'è), manco fossero comparse in una tragedia di Shakespeare;

perché abbiamo una sola parola e una sola professione, l'Avvocato, mentre in Inghilterra distinguono fin troppe figure (lawyers, attorneys, barristers e solicitors) e alla fine non si capisce, se uno ha un problema, da chi debba andare;

perché l'Italia sarà anche il Paese della criminalità organizzata ma, come tasso di omicidi siamo nelle retrovie, mentre l'Inghilterra si contende le prime posizioni;

perché nonostante ci 'vendano' all'estero come un Paese insicuro, l'Inghilterra ci doppia in tutto, primeggiando nella classifica della criminalità minorile, nelle rapine, negli stupri e tallonandoci da vicino financo nei furti d'auto;

perché la popolazione carceraria in Inghilterra è persino superiore alla nostra;

perché saremo anche 'alla frutta' ma il tasso di suicidi in Italia è molto inferiore che in UK;

perché sappiamo dare all'alcool il giusto spazio nella nostra vita, mentre in Inghilterra il suo abuso è un problema sociale e in allarmante crescita;

perché non abbiamo una legge che vieta di cavalcare, da ubriachi, una mucca o un cavallo (Licensing Act del 1872, tutt'ora in vigore) o prevede severe pene per chi tenga un maiale fuori dalla porta di casa (all'interno è invece permesso);

perché i nostri tifosi, all'estero, sono rispettosi e colorati, non vandalizzano, ebbri di birra, ogni posto che visitano come novelli Attila;

perché discendiamo dagli antichi romani che hanno portato la civiltà anche Oltremanica, tant'è che persino il più inglese dei quotidiani londinesi, il Times, in un articolo di qualche anno fa scrisse: "se non fosse stato per i romani probabilmente avremmo dovuto aspettare 16 secoli in più per avere l'acqua calda, i gabinetti a sifone e il riscaldamento e le nostre strade sarebbero rimaste per la maggior parte inglesi.

Ovvero a zig zag. Senza contare che, se Roma avesse fallito, l'inglese oggi sarebbe una sorta di olandese al quadrato dove luglio si dice 'Hooy-Maand'. Un abbraccio ai fratelli inglesi, il cui proverbiale sense of humor li preserverà da piccate reazioni a questo 'pezzo'.

Forza Italia!

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