Il caos tamponi negli aeroporti lombardi è anche una discrimazione politica
(Ansa)
Il caos tamponi negli aeroporti lombardi è anche una discrimazione politica
Cronaca

Il caos tamponi negli aeroporti lombardi è anche una discrimazione politica

Ecco cosa sta succedendo a Malpensa e Linate e perché invece a Fiumicino le cose vanno decisamente meglio

File, attese di ore, disorganizzazione, persino razzismo con i lombardi preferiti agli altri passeggeri. In questi giorni sul caos creatosi attorno ai tamponi per i turisti di ritorno dall'estero agli scali lombardi di Linate e Malpensa si è letto e sentito di tutto e di più.

Nell'occhio del ciclone ovviamente la Regione Lombardia ed anche la Sea, società che gestisce i due aeroporti, il cui unico compito in questa emergenza è quello di mettere a disposizione gli spazi necessari per i controlli (che spettano dal punto di vista sanitario ed organizzativo al Ministero della Salute e, in secondo luogo, alla regione). Accuse anche pesanti che non tengono conto di quanto è successo a livello politico e sul campo.

Il 12 agosto Il Ministero della Salute emette l'ordinanza che impone a chi rientra da Spagna, Grecia, Malta e Croazia, di sottoporsi entro 48 ore al tampone Covid. Non si parla dell'ordinanza di obbligo di effettuare questo test al momento dell'atterraggio.
L'ordinanza arriva ovviamente all'Ufficio di Sanità aeroportuale (Usmaf) di Malpensa. L'Usmaf dipende direttamente dal Ministero della Salute.

Complice anche il weekend di ferragosto l'ordinanza cogli di fatto impreparati l'ufficio, i medici e la Regione. Sea mette a disposizione gli spazi per le vaire postazioni ma la realtà è che Usmaf non ha i medici e soprattutto i tamponi necessari per soddisfare le richieste dei turisti in arrivo. Da notare che nelle stesse ore però a Fiumicino la situazione è completamente diversa. Usmaf nello scalo romano ha infatti fin da subito messo a disposizione i medici ed i tamponi necessari.

Come mai questa diversità? Sono in molti negli scali lombardi a parlare di una sorta di "discriminazione politica" tre le regioni, la prima guidata dal Pd, la seconda a trazione leghista. Maggioranza ed opposizione. Sarà un caso...

A quel punto, intanto sono già passati diversi giorni, Regione Lombardia entra in gioco cercando di compensare le carenze di Usmaf e mette a disposizione medici e tamponi dalle varie Ast del territorio.Vengono aperti i primi 3 gazebo per i test a Malpensa che, ovviamente non sono sufficienti a soddisfare tutte le richieste dei passeggeri.È a quel punto che si decide di dare la priorità ai lombardi rispetto agli altri turisti. Siamo comunque sempre in una situazione di emergenza. Solo nei primi 7 giorni dall'emanazione dell'ordinanza le richieste di tamponi sono state 11mila, quelli effettuati solo 1000.

Con il passare dei giorni la situazione è cambiata anche negli scali di Linate e Malpensa. Oggi nell'hub varesino grazie anche ai nuovi spazi messi a disposizione da SEA ci sono 18 postazioni per 2000 tamponi/giorno. A Linate le postazioni sono 8, per circa 900 tamponi/giorno. Un numero decisamente più vicino a quello degli arrivi dai paesi a rischio che sono di 5mila per Malpensa e solo 350 (parliamo di medie giornaliere) su Linate.


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