Ilaria Molinari

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UPDATE: Il 18 gennaio del 2017 una slavina portava la morte a Farindola, in provincia di Pescara, dove l'Hotel Rigopiano è stato sventrato e sommerso dalla neve. Le indagini sulle responsabilità sono ancora aperte e molti sono gli interrogativi da chiarire. Intanto, ricordiamo le vittime innocenti di quella immane tragedia che ha sconvolto l'Italia con questo post pubblicato per la prima volta il 26 gennaio del 2017 e aggiornato in seguito.

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Sono state ritrovate nella notte del 26 gennaio 2017 le ultime vittime sotto la neve e le macerie dell'hotel: in totale, i corpi riecuperati senza vita sono stati 29.

Dopo 8 giorni passati con gli occhi incollati sulle immagini degli uomini del Soccorso alpino e della Protezione civile tra le macerie e i cumoli di neve che hanno devastato l'Hotel Rigopiano, resort a 4 stelle di Farindola in provincia di Pescara sommerso sotto una slavina, il bilancio è stato impietoso: sono state estratte vive 9 persone (oltre alle 2 scampate alla slavina) e tre cuccioli di cane figli delle due mascotte della struttura, ma le vittime accertate sono 29.

C'erano 40 persone nell'hotel Rigopiano quando la valanga ha investito la struttura: 28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 dipendenti, compreso il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane. Entrambi morti.

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Le vittime

Sono 29 i corpi estratti senza vita dalla neve, 15 uomini e 14 donne: quelli di Nadia Acconciamessa e di Sebastiano Di Carlo, madre e padre del piccolo Edoardo tratto in salvo, quello di Barbara Nobilio, 51 anni, di Loreto Aprutino (Pescara) in vacanza con il marito Piero di Pietro. A queste tre vittime si aggiungono Gabriele D'Angelo, cameriere dell'hotel, il receptionist Alessandro Riccetti e Alessandro Giancaterino, capo dei camerieri e del bar dell'albergo. D'Angelo, volontario della locale Croce rossa, era conosciuto da diversi soccorritori presenti nel centro di coordinamento allestito al Palazzetto dello Sport di Penne. È morto assiderato come stabilito dall'autopsia. "Secondo noi" ha detto il medico legale di parte Domenico Angelucci "se fosse stato soccorso entro due ore probabilmente poteva essere salvato''.

Ritrovati anche i corpi di Emanuele Bonifazi, 31 anni, di Pioraco, dipendente dell'hotel, e Marco Tanda, 25 anni, residente a Macerata. Era con la fidanzata abruzzese Jessica Tinari, anche lei morta.

Tra le vittime recuperate c'è anche l'amministratore del Gran Sasso Resort e proprietario dell'Hotel Rigopiano Roberto Del Rosso. Con lui sono stati identificati anche i corpi di Paola Tomassini e Marco Vagnarelli che si trovavano nella località abruzzese per una vacanza di due giorni e stavano per ripartire alla volta del Piceno. Ci sono poi Pietro Di Pietro e Stefano Feniello.

Linda Salzetta, l'estetista del Rigopiano e sorella di Fabio, il tuttofare dell'hotel. Linda "si doveva sposare il 5 maggio". Lo ha detto una parente della giovane dopo il funerale a Farindola di Alessandro Giancaterino, dello stesso paese di Linda. "Per guadagnarsi un pezzo di pane, guarda che fine che ha fatto", ha commentato la parente della ragazza morta.

Ha perso la vita anche anche una coppia di Castel Frentano (Chieti). Si tratta di Luciano Caporale, 54 anni, e la moglie, Silvana Angelucci, 46 anni, entrambi di professione parrucchieri. Con loro, tra le vittime, Ilaria De Biase, Luana Biferi,  Sara Angelozzi, Marinella Colangeli, Claudio Baldini, Valentina Cicioni, Foresta Tobia, Bianca Iudicone.

Gli ultimi a essere identificati sono stati Domenico Di Michelangelo, 41enne poliziotto, e la moglie Marina Serraiocco, entrambi di Osimo in vacanza con il figlio Samuel estratto vivo. Con loro anche un giovane senegalese, Faye Dame, che aveva da poco rinnovato il suo permesso di soggiorno presso gli uffici della Questura di Torino dove risulta residente. L'uomo, 42 anni, aveva ottenuto il rinnovo del permesso esibendo il contratto di lavoro con l'albergo. Incensurato, agli uffici della Questura risulta regolare in Italia dal 2009.

Le testimonianze

"Sono salvo perchè ero andato a prendere una cosa in automobile" ha riferito ai medici Giampiero Parete, 38 anni, che ieri ha lanciato l'allarme per la valanga che ha travolto l'hotel. La moglie e i due figli di Parete sono sotto le macerie dell'albergo. "È arrivata la valanga - ha detto ancora ai sanitari il 38enne, ricoverato in Rianimazione - sono stato sommerso dalla neve, ma sono riuscito a uscire. L'auto non è stata sepolta e quindi ho atteso lì l'arrivo dei soccorsi".

L'uomo residente a Montesilvano (Pescara), è cosciente ed è assistito dal personale della Rianimazione dell'ospedale di Pescara e dagli psicologi della Asl. È arrivato in stato di ipotermia, ma il quadro clinico non è preoccupante. È stato lui ieri a lanciare l'allarme al suo datore di lavoro. Poi la lunga attesa dell'arrivo dei soccorsi, insieme all'altro superstite.

"Giampiero e tutti gli altri ospiti dell'albergo avevano pagato ed avevano raggiunto la hall, pronti per ripartire non appena sarebbe arrivato lo spazzaneve" ha raccontato poi Quintino Marcella, ristoratore . Gli avevano detto che sarebbe arrivato alle 15, ma l'arrivo è stato posticipato alle 19. Avevano preparato gia' le valigie, tutti i clienti volevano andare via". Cosi' Quintino Marcella, ristoratore e datore di lavoro di Giampiero Parete, superstite della valanga sull'hotel Rigopiano. E' proprio al ristoratore che Parete ha lanciato l'allarme dopo la valanga.

I giornali stranieri

La tragedia segna l'apertura dei più importanti siti web di informazione del mondo: dalla Cnn alla Nbc News, dalla Bbc ad Al Jazeera, dal Telegraph al Guardian, da El Pais alla Vanguardia. I titoli rispecchiano l'ansia dei soccorritori: "Molti dispersi", scrive la Bbc, "si temono molti morti dopo che una valanga ha sepolto un hotel in seguito ad una scossa di terremoto", riferisce la Cnn. Con un taglio poco più basso la notizia è riportata anche dal Washington Post, che a sua volta titola su "decine di dispersi", così come il New York Times, il Wall Street Journal e Le Monde, mentre Le Figaro titola con "numerosi morti". La tragedia è riportata in homepage anche su Times of India, Russia Today, il Japan Times.

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