Cutolo
(Ansa)
Cutolo
Cronaca

«Cutolo? Un detenuto pacato, educato ma molto temuto»

Un agente di Polizia ci racconta i diversi momenti in cui ha scortato dal carcere ai tribunali il boss della Camorra morto ieri

«Ho incontrato Raffaele Cutolo 20 anni fa e non ho mai dimenticato quel giorno. Con noi poliziotti era molto pacato ed educato, sorridente. Vedendolo senza conoscere la sua storia criminale nessuno avrebbe mai pensato di aver davanti uno dei boss più temuti d'Italia...».

Inizia così il racconto di un poliziotto che ha incontrato (o meglio, scortato) Raffaele Cutolo il boss che dopo 32 anni e due mesi di carcere in 42 bis si è spento ieri all'età di 79 anni. Cutolo è morto nel reparto sanitario dell'ospedale di Parma dopo una lunga malattia. Fondatore della Nco, "Nuova camorra Organizzata" negli anni 70 ha dato il via ad una guerra sanguinaria dove sono morte moltissime persone. Ha manovrato per decenni secondo quanto è emerso dalle aule di tribunale, la politica ed il tessuto criminale del paese.

«L a prima volta che ho incontrato Cutolo è stato in carcere quando poi lo abbiamo scortato nella aula bunker di Rebibbia per uno dei suoi processi; noi poliziotti avevamo il divieto di parlargli perché era un detenuto al 41 bis. Nella sua stessa stanza quel giorno per pochi minuti c'era Il boss Sandokan (Francesco Schiavone). Quando Sandokan lo ha visto ha esitato ed abbassando lo sguardo ha camminato dietro di lui arretrando di qualche passo in un moto di rispetto e di paura. In tutti questi anni quella scena mi è rimasta impressa nella mente».

Cutolo era un imprenditore che ha investito nella camorra ed il prezzo è stato pagato in vite umane. Si diceva che se non ti guardava negli occhi la tua condanna a morte era sicura. Non era molto alto circa sul metro e 70 chiamato "O professore" ma incuteva soggezione. L'ho scortato un'altra volta ed alcuni colleghi erano molto rigidi con lui perché era un criminale, ma un bicchiere d'acqua non si rifiuta a nessuno».
Inizia così il racconto di un poliziotto che ha incontrato Raffaele Cutolo per la prima volta, il boss che dopo 32 anni e due mesi di carcere in 42 bis si è spento ieri all'età di 79 anni. Cutolo è morto nel reparto sanitario dell'ospedale di Parma dopo una lunga malattia. Fondatore della Nco, "Nuova camorra Organizzata" negli anni 70 ha dato il via ad una guerra sanguinaria dove sono morte moltissime persone. Ha manovrato per decenni secondo quanto è emerso dalle aule di tribunale, la politica ed il tessuto criminale del paese. Cutolo contava con la sua organizzazione su un esercito di giovani: "la cosiddetta manovalanza cutoliana" reclutati nelle carceri e tra le file del sottoproletariato. L'affiliazione prevedeva l'adesione totale alla volontà del capo. Un freddo criminale che ha trattato con i servizi segreti e la Dc per liberare l'assessore Regionale Ciro Cirillo dalle Brigate Rosse, cosa che non avvenne per Aldo Moro. Nel 1982, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini trasferisce Cutolo al Carcere dell'Asinara, riaperto esclusivamente per lui. Una mossa che stroncherà drasticamente la sua influenza. Unico carcerato resterà isolato per due anni e gli affiliati della Nco, cominceranno a disperdersi e a pentirsi, dando il via a numerosi blitz. Il boss della nuova camorra organizzata si era sposato nel 1983 nel carcere dell'Asinara con Immacolata Iavarone, allora 17 enne a cui è stata uccisa tutta la famiglia. Da lei ha avuto una figlia oggi 13enne con l'inseminazione artificiale. La vita dietro le sbarre non gli ha impedito di essere il mandante di omicidi e crimini, ne tantomeno di sposarsi e procreare. Condannato a 4 ergastoli ha chiesto nell'ultimo anno visto l'aggravarsi delle sue condizioni fisiche di uscire, ma i magistrati hanno ritenuto "che la presenza di Raffaele Cutolo potrebbe rafforzare i gruppi criminali che si rifanno tuttora alla Nco, gruppi rispetto ai quali Cutolo ha mantenuto pienamente il carisma. Nonostante l'età e la perdurante detenzione rappresenta un 'simbolo' per tutti quei gruppi criminali" che continuano a richiamarsi al suo nome." Mentre ieri intorno alle 20 "Don Raffaè" si spegneva, un'altra pagina della storia della politica è iniziata. Il senato ha votato la fiducia a Mario Draghi, tra i voti i favorevoli c'è stato quello senatore forzista Luigi Cesaro soprannominato "Giggino a'purpetta" che fu arrestato nel 1984 in blitz contro la Nco di Cutolo e poi scagionato. È rimasto coinvolto nel corso di questi anni in molte vicende giudiziarie, l'ultima nel 2020.
Da un'intercettazione ambientale del 2011 nel carcere di Terni di Raffaele Cutolo parla di Cesaro con sua nipote in questi termini: "Questo ora è importantissimo. Io non ci ho mandato mai nessuno, ma è stato il mio avvocato e mi deve tanto. Faceva il mio autista, figurati". Il boss raccomandava a una sua nipote di mandare il fratello, con sua sorella Rosetta Cutolo da Cesaro per ottenere lavoro.

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