Iran
(Ansa)
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Cronaca

Buon Natale, a questo mondo sempre più arabo e contro le donne

La Rubrica - Lessico Familiare

Buon Natale.

2022 anni fa – per chi crede - nasceva Gesù bambino, che assunse su di sé i peccati degli uomini sacrificando la propria vita terrena per la salvezza di tutti.

Ma di quel dono gli uomini hanno deciso di infischiarsene e così, a distanza di due millenni, siamo qui a contare gli abomini che si sovrappongono da una parte all’altra della nostra amata Terra.

In Afghanistan i talebani vietano l’ingresso delle donne nelle Università, fermi al pregiudizio medioevale che il sapere in capo all’altra metà del cielo corromperebbe la società: quale società, di grazia?

In Iran lo scempio della repressione estremista non ha fine e si tinge di un ultimo irriferibile episodio: Masooumeh, una bambina di 14 anni, si toglie il velo in classe, viene arrestata, picchiata, violentata barbaramente, tanto che muore.

I sanitari iraniani hanno dovuto ammettere che la piccola gli è stata consegnata con gravissime lacerazioni vaginali e che poi è deceduta.

Con Masha Amini e le brutali esecuzioni per impiccagione pensavamo di aver toccato il fondo, ma ora il dramma ha superato ogni limite, in un Paese dove l’ultimo retaggio di un regime islamista spregiudicato sta provando disperatamente a soffocare le grida di libertà che promanano dalla società civile.

Ma certo, l’Islam non ha colpe in sé, direbbero giustamente gli imam moderati, essendo una religione di pace.

Ma rimane il fatto che per quella religione il concetto di libertà e di uguaglianza è diversa, senza possibilità di sintesi.

E anche quando lo Stato che fa propri i precetti coranici appare patinato e scintillante, come il Qatar dei recenti mondiali di calcio, tra stadi avveniristici e grattacieli newyorkesi, sotto la superficie cova un modello di società inaccettabile.

L’apostasia e l’omosessualità sono bandite e severamente punite, le donne non hanno gli stessi diritti degli uomini (a loro è giusto consentito guidare senza restrizione di sorta), la vita dei lavoratori vale un pugno di dollari.

Però i petrol-dollari del Qatar invadono – a detta degli inquirenti belgi – l’Europa, corrompendola fin dentro il cuore delle sue istituzioni.

Ed ecco che le ricchezze del Qatar le trovi nelle squadre di calcio (Paris Saint German) e negli sponsor sulle magliette, li trovi nei palazzi di Piazza Gae Aulenti, e nei fondi che acquistano tutto, così come riempiono i trolley dei corrotti.

L’inarrestabile islamizzazione oggi sta sbriciolando la credibilità della massima istituzione Europea dove risulterebbe che un fiume di banconote sia passato da un’avvenente vicepresidente del Parlamento al suo fidanzato ( o viceversa?), o da un ex deputato europeo e presidente della Camera del Lavoro di Milano.

Denaro come misura di tutte le cose, come se quelle mazzette di banconote fruscianti possano comprare la tolleranza dei nostri stati sovrani verso un modello di principi incompatibili ai nostri.

Oriana Fallaci, come una novella Cassandra, urlava sulle pagine dei suoi libri per metterci al riparo dai rischi di un’islamizzazione violenta dell’Europa.

Tramontata la fase dei kamikaze con le cinture esplosive, la conquista dell’occidente passa oggi attraverso le valigie piene di denaro, i centri d’interesse, le pressioni effettuate attraverso gli idioti irresponsabili che si fanno corrompere per un pugno di dollari.

O attraverso i rappresentanti del nostro Parlamento che, pur da noi mantenuti per altri scopi, volano il mondo per sedersi accanto a Mohammad bin Salman rappresentando gli interessi di regimi autocratici.

Benvenuti a Eurabia.

A discapito delle libertà di tutti.

info: missagliadevellis.com

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