Così Berlusconi sta cuocendo Renzi a fuoco lento
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Così Berlusconi sta cuocendo Renzi a fuoco lento
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Così Berlusconi sta cuocendo Renzi a fuoco lento

Ha le mani libere, è all'opposizione, non è obbligato come il sindaco a difendere il governo: dopo l'accordo sulla legge elettorale il Cavaliere sta tornando forte anche nei sondaggi. Mentre il leader Pd...

Il vero duello è Berlusconi-Renzi. E Berlusconi è nelle condizioni più vantaggiose nella prospettiva di un voto non immediato.

Bene l’accordo tra i due sulla legge elettorale. Un primo risultato è il ritorno di Casini all’ovile. Un politico così furbo e avveduto come Casini, che è riuscito a resistere anche al divorzio da Berlusconi (non come Fini, ormai “non pervenuto”), ha capito che la riforma si farà e non c’è più spazio per i piccoli partiti. Ed è rientrato nei ranghi, e panni, che gli sono sempre appartenuti (Casini non è, non è mai stato, un “uomo di sinistra”). Però adesso dal dibattito sulla legge elettorale si dovrà pur tornare a quello sui contenuti.

Sul paese. Sulla pancia dei problemi. Sui problemi di pancia. Sul fatto che le imprese continuano a fallire per le tasse o perché non riscuotono i debiti della PA, o perché l’impoverimento del ceto medio non fa decollare i consumi. E poi c’è la tragedia, più che il dramma, del lavoro che manca. Renzi sta per dare un assaggio di cosa intenda per Job Act, e dal piano delle regole passerà giocoforza a quello della sostanza, cioè delle cose, la carne viva della gente. Con un’incognita, che giorno dopo giorno peserà sempre di più sulla sua stella: Renzi non potrà più emanciparsi dal governo e da quello che il governo (non) fa.

Il premier Letta sta rientrando dal Golfo con una raffica di dichiarazioni all’insegna di un ottimismo che se fosse stato Berlusconi a esprimerlo i compagnetti di Letta (e Letta stesso) lo avrebbero crocifisso: “La ripresa è finita”, “Il sistema Italia funziona”, “Quando c’è il gioco di squadra i risultati ci sono”, “La strada è quella giusta”. Peccato che il paese, invece, stia crepando. Nel doppio senso che sta morendo (le imprese chiudono una dopo l’altra, i posti di lavoro vanno in fumo) e che si sta rompendo. La politica, l’economia, la ricerca in Italia affondano. Il tessuto si sfilaccia, si sfalda. Non c’è senso di comunità, altro che “gioco di squadra”! E presto Renzi dovrà rispondere anche degli errori e delle reticenze del governo Letta. Lui e Letta saranno, dovranno essere, una sola cosa. Staranno l’uno all’altro come il segretario del Pd, perno della maggioranza, a un ex vice-segretario del Pd capo dell’esecutivo.

Invece Berlusconi, leader necessariamente extra-parlamentare, più il tempo passa e più potrà beneficiare della ricostruzione del centrodestra in un’Italia finalmente bipolare. Avrà il vantaggio di stare all’opposizione.

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