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Lo sport cancella la Russia di Putin

Torna l'epoca dei boicottaggi: il CIO raccomanda a tutte le federazioni di escludere atleti e ufficiali russi e bielorussi dalle competizioni. Il nodo del Mondiale e la scelta della FIFA di Infantino

Sempre più soli e sempre più isolati: anche il mondo dello sport mette fuori Russia e Bielorussia. Con qualche tentennamento, perché la richiesta di bando per tutti gli atleti e ufficiali provenienti da Mosca e Minsk arriva quasi come reazione alle prese di posizione di molti stati, ma alla fine il CIO ripristina l'epoca dei boicottaggi e dei veti mettendo per iscritto la sua indicazione. La formula utilizzata è quella della "raccomandazione" inviata a tutte le federazioni internazionali che fanno capo al massimo organismo sportivo, lasciando qualche margine nel caso ci siano problemi organizzativi e legali che impediscano nell'immediato la messa in atto della prescrizione.

Però il segnale che il Comitato Esecutivo del CIO, guidato dal presidente Thomas Bach, lancia è durissimo: "Al fine di proteggere l'integrità delle competizioni sportive globali e per la sicurezza di tutti i partecipanti, il CIO raccomanda che le Federazioni Sportive Internazionali e gli organizzatori di eventi sportivi non invitino o consentano la partecipazione di atleti e funzionari russi e bielorussi alle competizioni internazionali". Una decisione che avrà ricadute immediate sui Giochi Paralimpici di Pechino - cerimonia inaugurale in calendario il prossimo 4 marzo - e che ha sciolto anche il nodo sui Mondiali di calcio di novembre in Qatar.

Allineandosi alla precedente posizione del CIO, Infantino e il board di Zurigo avevano risposto al 'NO' di Polonia, Svezia e Repubblica Ceca con sanzioni verso la Russia che ne consentissero la discesa in campo nel playoff di fine marzo seppure in campo neutro, senza spettatori e senza inno, bandiera e con denominazione neutra. La Polonia aveva in ogni caso ribadito la propria posizione di contrarietà appoggiata da un numero sempre crescente di federazioni (Inghilterra, Galles, Francia, Norvegia le prime a unirsi nella critica a Infantino e ai dirigenti di Zurigo). Ora che il CIO ha compiuto l'ultimo passo anche la FIFA ha alzato il livello della sanzione sospendendo la nazionale russa e negandole la partecipazione al playoff per il pass mondiale.

FIFA e UEFA si sono mosse insieme, uscendo con un comunicato congiunto per sottolineare di aver "deciso insieme che tutte le squadre russe, siano esse rappresentative nazionali o squadre di club, saranno sospese dalla partecipazione alle competizioni FIFA e UEFA fino a nuovo avviso"

Nyon sta lavorando anche a riconsiderare gli accordi economici con il colosso dell'energia Gazprom, sponsor da 40 milioni di euro a stagione che fin qui ha marchiato con la sua presenza tutte le principali competizioni europee. Anche le altre federazioni dovranno adeguarsi, cominciando da quella del volley che non ha ancora cancellato i Mondiali maschili in programma in Russia alla fine del mese di agosto. L'Eurolega di basket ha sospeso le formazioni di Mosca, San Pietroburgo e Kazan con la minaccia, se la situazione non migliorerà, di cancellarne definitivamente risultati e partecipazione.

Nelle sue raccomandazioni, il CIO invita le federazioni, nel caso non sia possibile provvedere nell'immediato al bando di russi e bielorussi per "motivi organizzativi o legali", ad applicare le sanzioni già decise in precedenza: negare la partecipazione sotto il nome di Russia o Bielorussia, accogliere atleti solo in veste di neutrali senza bandiera o inno. Anche a costo di colpire chi, pure tra i connazionali di Putin, in queste ore ha speso la propria popolarità per dire no alla guerra come il nuovo numero 1 del tennis mondiale, Daniil Medvedev. Il CIO fa sapere di "accogliere e apprezzare" gli appelli alla pace che provengono dal mondo dello sport e "ammira e sostiene in particolare" quelli provenienti dalla Russia, ma non basta per evitare la messa al bando.

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