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Chi è Emmanuel Macron, l'ex ministro dell'Economia che punta all'Eliseo

Il delfino di Francois Hollande, dalle scuole più prestigiose al Governo. Tutto su colui che sfiderà Marine Le Pen e Nicolas Sarkozy alle presidenziali

Prima è stato chiamato da Hollande come consigliere e vicesegretario e poi è entrato a far parte della squadra di governo. Ora lascia tutto ma mira a rientrare all'Eliseo come presidente della Repubblica grazie al suo movimento politico En marche!. A otto mesi dalle elezioni, l'ex ministro dell'Economia, Emmanuel Macron, a sinistra viene visto quindi come un traditore. A destra come un uomo "nuovo". Ma chi è davvero la persona su cui Hollande aveva puntato per far ripartire la Francia?

In politica grazie alla nonna

Figlio di un neurologo e una pediatra, e nipote di una stimata direttrice di scuola media che aveva studiato e fatto carriera nonostante i genitori analfabeti, proprio grazie a sua nonna Macron inizia ad avvicinarsi sia alla politica che alla sinistra. Studiando dai gesuiti si iscrive al Conservatorio di Amiens e impara a suonare il pianoforte. Grande appassionato di filosofia nel 1999, come assistente, partecipa alla stesura di una delle ultime opere di Paul Ricoeur, guru dell'ermeneutica fìlosofica novecentesca.

Da Rotschild all'Eliseo

Con una laurea all’ENA, la scuola francese dove si forma l’élite politica del paese, oggi ha 38 anni ed all'attivo unicamente ruoli di prestigio, come banchiere di Rotschild e, per due anni, come l'uomo alla guida del dicastero delle Finanze. 

Troppo di destra per piacere alla sinistra radicale, troppo di sinistra essere amato dall'estrema destra di Marine Le Pen, lo scorso 6 aprile 2016 scommette tutto sul suo En marche! colpendo alle spalle il padre politico, Francois Hollande, con un movimento che nato per dare un sostegno alle iniziative del partito socialista in vista delle prossime presidenziali.

Si sposa con la sua insegnante di liceo

Ritenuto un uomo fuori dal comune sul lavoro come nella vita privata Emmanuel Macron fa parlare molto di sè anche grazie al suo matrimonio con con Brigitte Trogneux, la sua professoressa del liceo, di vent’anni più anziana di lui. Una storia iniziata con lei madre di 3 figli e lui minorenne. Poi nel 2007 dopo anni di relazione i due si sposano.

L'uomo che ha dichiarato guerra alle 35 ore

Aspramente criticato dall'area radicale della sinistra francese è considerato l’uomo nuovo della politica, l'innovatore, il riformista puro proprio perché fuori dagli schemi del partito. Nominato il 26 agosto 2014 ministro dell’Economia, dell'Industria e del Digitale al posto di Arnaud Montebourg, entra in conflitto con la linea del governo per il suo approccio troppo liberare ma che gli fa guadagnare consensi a destra.

Un esempio? La proposta di mitigare le regole sul divieto di lavoro domenicale dichiarando guerra alle famigerate 35 ore settimanali, che poi però è costretto a ritirare.

Cosa dicono i sondaggi

In un recente sondaggio di Le Parisien i numeri sono a favore di Emmanuel Macron. Apprezzato a destra dal 55 per cento degli elettori e a sinistra dal 62, gli intervistati lo ritengono un uomo dinamico per il 73 per cento, coraggioso e competente per il 62. Unica nota negativa: troppo poco vicino alla gente.

Secondo un sondaggio pubblicato sul quotidiano Libération, il 38% dei francesi considererebbe Macron “un buon Presidente”, mentre solo il 7% sarebbe favorevole ad una ricandidatura di Hollande.

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