L'assalto a Charlie Hebdo
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L'assalto a Charlie Hebdo
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Parigi, Charlie Hebdo: 4 giorni di terrore, ecco quello che è successo

Dall'assalto alla redazione del giornale alla liberazione degli ostaggi, le lunghe ore di paura nella capitale francese

L'attacco al giornale satirico

La copertina del numero del 2 novembre 2011, ribattezzata "Charia" (Shaaria) Hebdo, con Maometto provocatoriamente nominato direttore. Getty Images

Mercoledì 7 gennaio 2015, ore 11:30, Parigi: una Citroen C3 nera arriva in  Rue Nicolas-Appert davanti al palazzo dove si trova la redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo.

Due uomini vestiti di nero, armati di Kalashnikov scendono dall'auto e entrano al numero 6. Si rendono conto di aver sbagliato edificio e si spostano al numero 10, dove si trovano gli uffici di Charlie Hebdo, al secondo piano.

I due uomini si fanno indicare dal personale presente in portineria come trovare gli uffici del settimanale e sparano all'addetto alla portineria, Frederic Boisseau, 42 anni. 

In quel momento entrava nell'edifico Corinne Rey, una delle disegnatrici di Charlie Hebdo, che viene obbligata a digitare il codice che apre la porta del secondo piano che porta alla redazione. Era in corso la riunione settimanale.

I due uomini armati chiedono di Stephane Charbonnier, da tutti chiamato Charb, il direttore di Charlie Hebdo, e sparano immediatamente a lui e alla sua guardia del corpo Franck Brinsolaro.

Poi puntano i Kalashnikov sulle altre persone presenti alla riunione, uccidendone sette. 

I testimoni sopravvissuti hanno poi detto di aver udito i due killer urlare: "Abbiamo vendicato il profeta Maometto" e "Dio è grande" in arabo ("Allah Akbar").

Nella redazione le persone colpite a morte sono nove, oltre all'addetto della portineria.



Il poliziotto ucciso

Nel frattempo la polizia, avvertita, è arrivata sul posto, mentre gli uomini armati stanno lasciando l'edificio. 

Una macchina della polizia blocca la via di fuga in fondo alla strada e gli uomini armati aprono il fuoco. Il parabrezza della macchina della polizia viene crivellato di colpi.

I terroristi scendono dalla macchina in fuga e sparano al poliziotto Ahmed Merabet. Uno degli aggressori si dirige verso l'agente ferito sul marciapiede e lo uccide a distanza ravvicinata prima di tornare in macchina e scappare con il complice.

L'auto abbandonata

L'auto usata dai terroristi per fuggire dal luogo dell'attentato a Charlie Hebdo Fotogramma da un video amatoriale

Mercoledì 7 gennaio, ore 12 - La macchina usata per la fuga è stata poi trovata abbandonata poco dopo in Rue de Meaux, circa 3 km a nord della redazione di Charlie Hebdo. A bordo ci sono molotov e due bandiere jihadiste, secondo quello che hanno riferito i giornali.

Gli aggressori rubano un'altra automobile, una Renault Clio grigia. 

Parigi è in stato di massima allerta, con una vasta operazione di polizia e centinaia di poliziotti schierati per le strade della capitale.

Le vittime in redazione

Due vittime dell'assalto a Charlie Hebdo, il disegnatore Cabu (sin) e il direttore Charb Le Point/Twitter

In totale sono 12  le persone uccise durante l'attacco contro gli uffici di Charlie Hebdo: otto giornalisti, due agenti di polizia, un custode e un visitatore.

- Il direttore di Charlie Hebdo e disegnatore Stephane "Charb" Charbonnier, 47 anni, che viveva sotto protezione della polizia da quando aveva ricevuto minacce di morte.

- Il disegnatore Jean "Cabu" Cabut, 76 anni

- Il disegnatore Bernard "Tignous" Verlhac, 57 anni.

- Il disegnatore Georges Wolinski, 80 anni

- Il disegnatore Philippe Honore, 73 anni. 

- Elsa Cayat, psicoanalista e giornalista, l'unica donna uccisa 

- L'editorialista Bernard Maris, 68 anni, noto ai lettori come lo zio Bernard 

- Michel Renaud, un visitatore di Clermont-Ferrand 

- Mustapha Ourrad, correttore di bozze 

- Frederic Boisseau, 42 anni, custode, che era nella zona della reception al momento dell'attacco 

Franck Brinsolaro, agente e guardia del corpo di Charb.

- Ahmed Merabet, 42 anni, il poliziotto finito con un colpo di grazia mentre era a terra ferito.

L'omicidio della poliziotta

Parigi. Forze di sicurezza pattugliano l'area attorno alla Torre Eiffel mentre prosegue la caccia agli attentatori Dan Kitwood/Getty Images
Giovedì 8 gennaio, ore 8.45 - Nel sobborgo meridionale di Montrouge un uomo armato con una mitragliatrice e una pistola uccide una agente di polizia e ferisce gravemente un suo collega, prima di fuggire. Si sospetta che l'omicida sia Amedy Coulibaly con la complicirtà della sua partner, Hayat Boumeddiene.
Mentre le autorità francesi inizialmente respingono ogni ipotesi di legame tra questo episodio e le uccisioni di Charlie Hebdo, ammettono poi che erano collegati. Boumeddiene e la compagna di uno dei fratelli Kouachi si erano scambiate circa 500 telefonatedurante lo scorso anno.


La caccia agli assassini

Un immagine diffusa dalla polizia francese con i volti dei due uomini sospettati dell'assalto alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi il 7 gennaio 2015, a sinistra Cherif Kouachi, accanto al fratello Said. EPA/FRENCH POLICE

Giovedì 8 gennaio, ore 10:30 - I fuggitivi, identificati come i fratelli Cherif Kouachi, 34 anni, e Said, 32, rapinano una stazione di servizio vicino a Villers-Cotterets, nella regione di Aisne.

La coppia - racconta il gestore, era armata di kalashnikov e lanciagranate. Dopo aver rubato cibo e benzina ripartono in direzione di Parigi sulla stessa auto, la Renault Clio, rubata durante la fuga dopo l'attacco di mercoledì contro gli uffici di Charlie Hebdo.

Un bollettino della polizia infomra i francesi che sono stati emeddi due mandati di arresto sono stati emessi per Cherif e Said Kouachi, che devono essere considerati "armati e pericolosi".

Assediati nella tipografia

Colonne di auto della Gendarmeria a Dammartin-en-Goele, dove gli autori della strage a Charlie Hebdo si sono asserragliati in una fabbrica, 9 gennaio 2015. ANSA/ LAURENCE FIGA'

Venerdì 8 gennaio, mattina - Dopo aver rubato un altro veicolo nella città di Montagny Sainte Felicite, uno dei due fratelli Kouachi viene colpito al collo durante una sparatoria con la polizia. Un inseguimento ad alta velocità spinge la coppia lungo la strada N2 in direzione di Parigi. L'inseguimento termina nell'edificio di una stamperia, in cui i fratelli si barricano

L'attacco al supermercato

Nella combo realizzata con alcuni frame tratti da un video di Europe 1, alcuni momenti del blitz della polizia nel quartiere parigino della Porte de Vincennes, dove il killer di Montrouge ha preso in ostaggio diverse persone all'interno di un supermercato Kosher, Parigi 9 gennaio 2015. ANSA/ FERMO IMMAGINE VIDEO EUROPE 1

Venerdì 8 gennaio, pomeriggio - Mentre i due fratelli Kouachi sono ancora assediati all'interno della tipografia, un uomo armato entra in un supermercato kosher nella zona di Porte de Vincennes, a est di Parigi, con un'arma automatica.

La polizia circonda le strade e ordina la chiusura di tutti i negozi del quartiere ebraico. Mancano solo poche ore all'inizio del sabato ebraico, e il terrorista, in seguito identificato come Amedy Coulibaly, urla al personale e ai clienti del negozio: "Sapete chi sono io.".

Sono quattro le vittime di Coulibaly nel negozio:  Yoav Hattab, Philippe Braham, Yohan Cohen, Francois-Michel Saada. Nel frattempo il commesso Lassana Bathily aiuta alcuni clienti a mettersi in salvo, nascondendoli nella cella frigorifera del negozio.


La fine dell'incubo

Dispiegamento di forze di sicurezza a Parigi dopo l'irruzione di due persone in un negozio di alimentari Kosher a Port de Vincennes, 9 gennaio 2015 LOIC VENANCE/ AFP Getty Images

Venerdì 9 gennaio, ore 17 - Si vede uscire una colonna di fumo dalla tipografia dove sono asserragliati i fratelli Kouachi, con rumore di esplosioni e spari. I due fratelli - che avevano detto ai media locali che sarebbero morti morti da martiri - escono dall'edificio sparando contro la polizia. Vengono subito uccisi, e due agenti di polizia restano feriti.

I fratelli avevano liberato un ostaggio, mentre un altro uomo era sopravvissuto nascondendosi nella mensa dell'edificio, da dove comunicava informazioni alla polizia tramite sms.


Ore 17:15 - Altre esplosioni arrivano dal supermercato kosher: le forze speciali irrompono nel negozio per fermare Amedy Coulibaly, che aveva minacciato di uccidere gli ostaggi se ai fratelli Kouachi non fosse stato permesso di scappare.

Coulibaly si era  appena inginocchiato per le preghiere della sera, quando un commando delle forze speciali ha preso d'assalto il supermercato,ucciso il terrorista e liberato i 15 ostaggi rimasti nel negozio. 

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