Capodanno in Cina a base di gatto
Capodanno in Cina a base di gatto
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Capodanno in Cina a base di gatto

Tra le pietanze del cenone perfetto non solo miao ma anche rane ed anatre

Se chiedessi a un'amica di indicarmi il menù "classico" del Capodanno cinese chissà cosa mi risponderebbe. Tartarughe ripiene? Rane in salsa di mango? Zuppa di serpente? Tartine di nidi di rondine? Labbra di pesce? Torta di formiche? Ovviamnete quelli che ho appena elencato non sono piatti di fantasia ma pietanze che nella Repubblica popolare sono considerate prelibatissime. Tranne l'ultima. Che è di fatto uno snack popolare soprattutto nella regione del Guangdong.

Ebbene, non sapendo come rispondere questa domanda l'ho fatta davvero. E mi è stato spiegato che "a Capodanno si può mangiare di tutto". Risposta inaspettata? Fino a un certo punto. Perché i festeggiamenti per il nuovo anno lunare sono per i cinesi l'unico momento in cui è davvero possibile riunirsi in famiglia. Quindi bisogna approfittarne per festeggiare. Non solo a tavola. E non solo per il gusto di mangiare.

E' tradizione che le donne passino almeno una giornata intera ai fornelli per preparare la colazione-pranzo-cena di Capodanno. L'unica vera tradizione è quella di consumare Jiao Zi (ravioli, fritti ol vapore) allo scoccare della mezzanotte. Perché il modo in cui questi caratteri vanno pronunciati assomiglia molto a quello di altri tre. Traducibili con un benaugurante "attraversare la mezzanotte".

Abbiamo già scritto che il Capodanno cinese è percepito come l'occasione perfetta per chiedere al destino successo, prosperità e denaro. E per invogliarlo ad esaudire l'unico vero desiderio delle famiglie della Repubblica popolare le donne si rinchiudono in cucina: mettere in tavola una quantità di cibo sufficiente per creare un accumulo di avanzi che i commensali riusciranno a smaltire solo nei due o tre giorni successivi pare infatti un buon modo per invitare il destino a permettere loro di conservare tanta abbondanza. E a chi non lo sapesse andrebbe forse ricordato che tante pietanze cinesi, labbra di pesce e involtini di tartarughe inclusi, dopo essere state ripassate in padella più e più volte acquistano ancora più sapore!

In tempi di crisi, però, dimostrare al destino che l'attuale benessere debba essere premiato con nuova ricchezza non è facile. Ecco perché quando cucinare in casa tutte queste prelibatezze diventa eccessivamente costoso, il compito di allestire banchetti sontuosi viene affidato agli uomini. E al cibo di strada.

Sul cibo di strada cinese si sente di tutto. C'è chi è convinto che per tenere bassi i prezzi (una manciata di centesimi di euro sono spesso più che sufficienti per saziarsi) la carne di maiale sia spesso sostituita con quella di gatto. Che il cartone, sminuzzato e mescolato con altre verdure, possa trasformarsi in un ripieno appetitoso, che l'utilizzo di olio riciclato sia la regola piuttosto che l'eccezione. E che siano le pietanze vendute dalle bancarelle più che l'inquinamento la principale causa di intossicazioni alimentari in Cina.

Quindi insomma, per quanto economico possa essere, forse non vale la pena acquistare chili di spiedini di tofu, di carne di dubbia provenienza, di scarafaggi o stelle di mare rischiando un'intossicazione pur di non rinunciare all'abbondanza. E in effetti una soluzione ci sarebbe. Quella di rifugiarsi in uno di quei deliziosi ristoranti che espongono il pollame laccato in vetrina. Il motivo? Il cibo costa comunque poco e in più è sicuro. E per gli avanzi come si fa? Beh, i ristoratori orientali si sono attrezzati anche per questo. Permettendo ai clineti di ordinare tutto ciò che vogliono, e di portare a casa quello che non verrà mangiato. In apposite (benauguranti) vaschette messe a disposizione dalla cucina.

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