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Cantone: "Potrei uscire dall'Anm"

La reazione del Presidente dell'Autorità Anticorruzione alle accuse di una sua eccessiva vicinanza alla politica

"Sono rimasto perplesso dalle critiche arrivate dall'Anm, come un pugile che ha avuto un pugno e non si è ripreso e volevo anche fare un gesto eclatante: uscire dall'Anm. Ci sto riflettendo, perché l'Anm è anche casa mia. Io non ho mai fatto politica e sono sempre stato indipendente".

Cantone, ha fatto riferimento alle parole di Maurizio Carbone pronunciate a Bari al congresso Anm. "Ho letto e riletto - ha detto - le dichiarazioni del segretario dell'Anm e mi hanno lasciato molto perplesso. E volevo fare un gesto immediato ed eclatante: uscire dall'Anm. Dopo ci ho riflettuto e ci voglio riflettere, perché l'Anm è la mia casa. Mi sono iscritto all'Anm il giorno dopo essere entrato in magistratura, perché dovrei uscirne? Però vorrei porre un problema. Io ho seguito molto distrattamente il congresso di Bari, ma queste critiche mi hanno fatto molto male. Perché il segretario, da quello che ho letto sui giornali perché non ho avuto altre fonti, dice sostanzialmente che io ho fatto un attacco al correntismo e che quest'attacco non può venire da chi ha scelto vie diverse. Ora, a parte il fatto che all'interno della magistratura c'è gente che fa politica e continua a fare politica - ha sottolineato il presidente dell'Anticorruzione - io non ho mai fatto politica nella mia vita, sono stato nominato con l'unanimità del Parlamento, rivendico la mia indipendenza ogni giorno e credo di essere indipendente al pari di quando ero in magistratura. In questo periodo posso garantire di aver avuto un'indipendenza persino maggiore: nessuno mi chiesto di dire o di fare una cosa, nessuno". Quanto al "merito dell'accusa", Carbone "ha utilizzato un argomento formale, direi avvocatesco". (ANSA)

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