suso piatek milan
Ansa / Matteo Bazzi
Calciomercato

Milan, il mercato delle pulizie in vista della rifondazione

Cosa c'è dietro le manovre di Boban e Maldini: tagli a rosa e bilancio, scommesse su giovani sconosciuti e in estate una nuova rifondazione rossonera

Il mercato di gennaio del Milan assomiglia più a un'operazione di pulizia di fine stagione piuttosto che a una strategia di rafforzamento immediato. Tante partenze, anche a costo di regalare qualche cartellino (Reina e Borini), tagli nel monte stipendi e plusvalenze che nei prossimi mesi daranno ossigeno al bilancio (Suso).

Il tutto bilanciato dall'arrivo di Ibrahimovic, che ha cambiato il volto invernale alla squadra di Pioli, più un contorno di ragazzi di belle speranze e poche certezze, scommesse su talenti pescati dal campionato belga o dalla Premiership inglese. Il saldo? Positivo quello quello economico mentre per la parte tecnica si vedrà a giugno, quando sarà il momento di fare i conti con classifica e Coppa Italia.

Di sicuro, però, il mese di gennaio ha raccontato che Boban e Maldini hanno avuto il mandato (portato a termine) di cancellare i tanti errori delle ultime sessioni. Non si è salvato nessuno o quasi, dal Milan cinese di Fassone e Mirabelli a quello firmato Leonardo. La cessione di Piatek a meno di un anno dal suo arrivo, il tentativo di liberarsi di Paqueta', la dismissione di Caldara, Borini, Reina e Rodriguez. Serviva spazio nel budget e nella rosa e spazio è stato fatto con una serie di operazioni che, prese singolarmente, potranno anche creare rimpianti futuri ma lette insieme disegnano una strategia.

E adesso? Ora Pioli ha il compito di traghettare il Milan a fine stagione, provare a inseguire l'Europa e valorizzare il talento che c'è e che deve crescere sotto l'ombrello protettivo di Ibrahimovic. Poi Elliott disegnerà un nuovo progetto sportivo (a meno di improbabili ribaltoni societari) che sarà il quarto negli ultimi quattro anni. Il rischio di andare indietro e non avanti è altissimo, ma il fallimento dei piani precedenti rendeva la sterzata non più rinviabile.

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Giovanni Capuano