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Calcio

Serie A con i playoff? Ecco il piano della Figc

Gravina preoccupato per la prossima stagione pensa a una rivoluzione. Campionato a gironi per chiudere in tempo per l'Europeo 2021

Per il momento è solo un'idea accennata e non è detto che possa trovare accoglienza da parte dei club, anche se va ricordato che nei provvedimenti post Coronavirus il Governo ha consegnato alla Figc il potere di intervenire in deroga sui format dei campionati. Il presidente federale Gabriele Gravina, l'uomo che con la sua ostinazione illuminata è riuscito a rimettere in campo il pallone italiano dopo i mesi del lockdown, potrebbe ora varare per la prossima stagione una Serie A mai vista, con squadre divise in gironi e un finale di playoff e playout. Non un capriccio ma una necessità, legata alla compressione delle date di un'annata in cui torneranno con i format normali anche le coppe europee e bisognerà fare spazio anche alle nazionali che Uefa e Fifa hanno sacrificato in questa primavera ed estate.

Il tema è proprio di calendario. O si riparte il 12 settembre o giù di lì, ma ci sono molti mal di pancia al riguardo dal momento che i club impegnati nella Champions League e nell'Europa League finiranno ad agosto inoltrato, oppure sarà impossibile portare a termine tutte e 38 le giornate senza sacrificare la pausa di Natale. Opzione impensabile dopo mesi di partite senza sosta. Ecco quindi l'idea che sta prendendo forma di snellire il campionato.

Come? Dividendolo in gironi (due da 10 squadre è l'opzione eventuale preferita rispetto ad altre) con andata e ritorno da 18 turni cui sommare playoff per 12 e playout per le 8 peggiori e assegnare lo scudetto. Detto che sarebbero da convincere anche le televisioni che hanno pagato un prodotto da 380 partite (e Sky è già in vertenza per l'ultima rata di questo campionato), si tratta chiaramente di un progetto che difficilmente vedrebbe un appoggio convinto e compatto delle società. Quindi assomiglia abbastanza a una forma di pressione perché siano prese in fretta decisioni sulla ripartenza della Serie A, visto che qualche presidente fa opposizione su metà settembre ma i termini sono stretti. Nel primo week end dello stesso mese tornano in campo anche le nazionali.

Gravina sta tirando per la giacca anche il Comitato tecnico scientifico sulla questione protocollo. Così come si è fatto in questi due mesi non è possibile andare avanti, sia per la Serie A e la Serie B (questione di invasività dei controlli), sia per il calcio minore, dilettantistico e giovanile che non può sostenerne i costi. Il rischio è che tutto il sistema continui a non avere un protocollo applicabile finendo in una zona grigia inaccettabile per il presidente della Federcalcio che rappresenta tutti.

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