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Calcio

Milan e Inter, il derby dei rimpianti

Un punto per uno, la frenata del Napoli, le occasioni perse e la sensazione di una svolta mancata sia da Inzaghi che da Pioli: cosa ha detto la sfida di San Siro

Un punto per uno con tanti rimpianti sia per Inzaghi che per Pioli. Milan e Inter si dividono la posta nel derby, tutto rimane congelato anche grazie al mezzo passo falso del Napoli ma è stata una serata in cui nessuno si è accontentato di prendersi il pareggio rinviando ogni verdetto. No. Milan e Inter hanno giocato per vincere dall'inizio alla fine, mettendo in campo intensità e qualità e dando vita a uno scontro durissimo, a tratti comandato dai nerazzurri eppure con un finale in cui la squadra di Pioli ha sfiorato il colpaccio.

Per chi è mezzo pieno il bicchiere e per chi mezzo vuoto? Contando il rigore tirato da Lautaro Martinez e parato da Tatarusanu, il secondo decisivo che i nerazzurri si divorano dopo quello con l'Atalanta, la risposta è che a rimpiangere di più deve essere Inzaghi. la sua Inter continua a gettare via punti da situazioni di vantaggio: ora sono 11, un fardello pesantissimo soprattutto perché unito all'incapacità di vincere scontri diretti e di chiudere gare a tratti dominate.

Nel derby c'è stato un momento in cui il centrocampo nerazzurro ha preso il sopravvento e dato l'impressione di comandare, come se la rete dovesse arrivare da un momento all'altro. Non aver concretizzato è una colpa. Alla lunga l'assenza di Lukaku sta pesando: un anno fa il belga aveva già timbrato 10 reti in campionato, Lautaro Martinez, partito forte, si è fermato il 2 ottobre a Sassuolo e da lì ha perso il feeling con la porta avversaria lasciando Dzeko solo nel ruolo di rifinitore.

Il Milan ha confermato di essere attrezzato per lo scudetto. La sofferenza da cui è passata la squadra di Pioli in alcuni tratti del match non deve ingannare. A differenza dell'anno scorso la rosa è profonda e qualitativa, soprattutto a centrocampo. Nessuno in Italia ha un assortimento vasto come il tecnico dei miracoli che ha rischiato di vincere il derby pescando dalla panchina Bennacer, Bakayoko, Rebic e Saelemaekers oltre a Kalulu che sta lievitando e che rappresenta uno dei simboli della politica di questo Milan, attento nello scouting e paziente nell'attendere i suoi giovani.

Come anticipato dai due tecnici alla vigilia, il derby non è stato decisivo. Dopo la sosta, però, si entrerà nella fase del campionato dove i punti cominciano a pesare il doppio a cominciare dal confronto di San Siro tra Inter e Napoli che rappresenterà una sorta di chiamata alle armi per Inzaghi. La classifica è ancora fluida al vertice, le gerarchie definite (Napoli, Milan e Inter correranno per lo scudetto) ma il tempo dei rimpianti, almeno in casa Inter, è finito così come i bonus spendibili alla voce errori. Il Milan ha diritto di sognare e se poi a dicembre rimanesse senza Europa...

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