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Epa
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Calcio

Tifare contro il Psg senza regole (e senza vergognarsi)

Dopo l'estate compulsiva dei parigini, il silenzio della Uefa non resta che una via di fuga: gufare perché il piano dell'emiro fallisca - QUESTO CALCIO, PEGGIO DELLA SUPERLEGA

Non conta nulla se il ricchissimo Al-Khelaifi, presentando l'ultimo gioiello della collezione, abbia beffardamente sottolineato che il PSG per prendere Messi abbia "rispettato il fair play finanziario" e tutte le regole. Non conta nulla perché il fair play finanziario, semplicemente, non esiste più. Morto. E con esso regole e decenza, almeno la parvenza delle stesse, che potesse esistere un sistema alla ricerca di un equilibrio competitivo se non allargato a tutti (anzi), almeno in grado di consentire alle sue stesse componenti di competere per fasce di nobiltà ad armi pari.

COSì E' NATO IL PSG, LA SQUADRA PIU' RICCA DI SEMPRE

Non è più così e il fatto che a pronunciare quelle parole vuote sia il nuovo uomo forte del calcio europeo, numero uno dell'ECA e braccio destro del presidente Ceferin in Uefa, non fa altro che rendere più vuote e inutili le stesse. Il calcio post (si spera) Covid è una foresta dove regna la legge del più forte. Non che prima fosse un collegio per educande, ma in questa estate è stato chiaro che il preside e gli insegnanti hanno deciso di andarsene lasciando alla classe il compito di autoregolarsi. Torneranno, magari. E proveranno a fare la faccia seria e la voce grossa per spiegare che il pallone deve essere di tutti e che il sistema non può correre senza controllo verso il burrone. Ci proveranno, ma avranno la credibilità di un preside e di un manipolo di insegnanti che, nel momento più delicato, hanno deciso di girare le spalle e andarsi a prendere un caffè.


Epa


Preso atto della fuga e del 'liberi tutti', in attesa che il campo confermi o meno la vecchissima regola che non basta una collezione di figurine, per quanto costose ed esclusive, per arrivare a vincere, a tutti gli altri non resta che un po' di sana pratica dell'arte del tifo contro. Perché le operazioni di marketing piacciono se intercettano il gusto dei clienti, non se vengono vissute dalla maggioranza come un volgare esercizio di strapotere. Nessuno si permise di gufare il Dream Team NBA alle Olimpiadi di Barcellona, ad esempio: era la realizzazione del sogno di tutti vedere uniti i migliori talenti anche se solo per un paio di settimane.

Nel caso del PSG, invece, è probabile che possa scattare l'effetto contrario: sarà un 'anno contro', sperando di trovare un altro Lilla o un altro Montpellier in attesa che qualcuno rispedisca al mittente il costoso pacco parigino sulla strada della Champions. L'ossessione di un intero Stato padrone a meno di due anni dal Mondiale al quale sceicchi ed emiri sognano di presentarsi con in mano la coppa più bella anche a costo di sfasciare il giocattolo.

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