juventus bilancio semestrale perdita impatto covid crisi stadio chiuso
Ansa
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Calcio

Juventus, il Covid costa 50 milioni (in sei mesi)

Semestrale in rosso per il club di Andrea Agnelli, pesa la pandemia. Ricavi azzerati dallo stadio e la società non esclude la cessione di calciatori

La pandemia sta costando decine di milioni di euro ai club, miliardi all'intero sistema. Uno tsunami che colpisce indistintamente tutti e che sta mettendo in difficoltà anche i club più solidi. La semestrale della Juventus si è chiusa, ad esempio, con un passivo di 113,7 milioni di euro, oltre il doppio rispetto al meno 50,3 di un anno fa. E di questi 63 milioni che ballano in negativo, la quasi totalità può essere ricondotta all'impatto del Covid sul calcio.

Lo scrivono gli amministratori bianconeri dettagliando un documento che preannuncia lacrime e sangue anche per i prossimi mesi, considerato che l'intero esercizio 2020-2021, che chiuderà il prossimo 30 giugno, è atteso in perdita e fortemente influenzato dal contesto generale: "Il protrarsi della pandemia ha generato un rilevante impatto negativo sui ricavi (principalmente da gare e prodotti), quantificabile indicativamente in circa 50 milioni di euro". Al contrario, i costi sono rimasti elevatissimi, tali da mangiarsi interamente tutto il fatturato della prima metà della stagione perché al -19,9% alla voce ricavi ha fatto da contraltare un +1% per i costi operativi (258,3 i proventi e 263,4 le spese).

Le misure restrittive stanno togliendo ossigeno alle società calcistiche e la Juventus non fa eccezione. Tutte le voci sono negative: mancano 31,5 milioni dalla vendita biglietti e abbonamenti e 4,7 dalla marketing e licenze. Non solo. Anche la gestione dei diritti dei calciatori, il cosiddetto calciomercato, è in rosso rispetto ad un anno fa: meno 55 milioni di euro. Le ultime due sessioni di trattative sono state all'insegna dell'asfissia finanziaria, soldi non ne circolano e prezzi e numero di transazioni sono scesi drasticamente. Un trend che ha toccato anche le plusvalenze sui cui nelle ultime stagioni la Juventus ha fatto leva per aumentare i ricavi. Nella campagna estiva sono state di meno di un milione di euro e in quella di gennaio 28,4, numeri lontanissimo dagli oltre 160 milioni messi a bilancio nel 2019-2020.

Timori per il futuro non ce ne sono. La proprietà è solida, il patrimonio netto ammonta a 125,5 milioni di euro e i debiti finanziari sono in lieve contrazione da 385 a 357. "Nessun problema nel far fronte ai propri impegni finanziari mediante la liquidità ottenuta con finanziamenti a medio termine o utilizzando gli affidamenti bancari disponibili" è scritto nella relazione che accompagna l'approvazione della semestrale del club bianconero. Dove, però, si fa riferimento anche alla possibilità che i dirigenti vadano a cercare sul mercato calcistico altri introiti per limitare le perdite "senza pregiudizio per la prosecuzione dell'attività sociale". La Juventus "potrebbe far ricorso ad operazioni di cessione dei diritti alle prestazioni sportive di calciatori" è il messaggio.

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