sanchez hakimi inter maledizione di gennaio serie a campionato sampdoria
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Calcio

Inter, la maledizione di gennaio

Sconfitta contro la Samp, neanche Conte riesce a correggere il difetto che dal 2017 impedisce ai nerazzurri di correre nel cuore dell'inverno

Nemmeno Conte sta riuscendo a correggere il difetto strutturale dell'Inter di gennaio. Un mese che è un'autentica maledizione per i nerazzurri e che anche in questo 2021 non si è smentito, con una sconfitta a Marassi contro la Sampdoria che interrompe la striscia di 8 successi di fila proprio nel giorno in cui il big match di San Siro tra Milan e Juventus creava le condizioni per poter approfittare della situazione. Non è successo e il rimpianto per una partita strana, persa pur creando una marea di occasioni, non è sufficiente per voltare pagina senza analizzare il perché di un rapporto complicatissimo con il mese che segna l'inizio della seconda fase della stagione.

I numeri sono impietosi. Dal 2017 a Marassi l'Inter di gennaio ha vinto 2 sole partite (6 gennaio 2020 a Napoli e contro il Crotone a inizio 2021), ne ha pareggiate 7 e si è fermato di 2 occasioni: 13 punti in 11 gare, media appena superiore al punto per gara che spesso ha affossato le speranze di restare agganciata alla vetta della Serie A condannando a primavere di sofferenza. Perché succede? Difficile immaginare che si tratti di un problema fisico, visto che i ritmi sono uguali a quelli delle avversarie. Entra in ballo la questione di testa e di crescita di un gruppo che fatica a confermarsi anche quando sembra averne tutte le possibilità come in questa stagione.

Un anno fa dopo Napoli arrivarono i pareggi contro Atalanta, Lecce e Cagliari. Una gelata di classifica che poi ha pesato non poco sul resto del campionato. Con Spalletti stessa storia. Un guaio per Conte che proprio in questo momento può cominciare a far fruttare il vantaggio che si è creato involontariamente uscendo da Champions ed Europa League. Ecco perché la sconfitta di Marassi deve far riflettere e non può essere circoscritta solo alla lettura dei numeri.

Tirare in porta 23 volte (11 nello specchio), sbagliare un rigore, colpire un palo e creare complessivamente 14 occasioni da rete non è una consolazione ma un atto d'accusa. Nella giornata di Milan-Juventus e del progetto di sorpasso in vetta, l'Inter ha perso perché per una lunga fase della partita le si è spenta la luce. E l'assenza di Lukaku non può essere un alibi perché è capitato e capiterà ancora di dover fare a meno del gigante belga che, insieme a Lautaro Martinez, garantisce la metà della produzione offensiva di Conte oltre a rappresentare uno sbocco di manovra non replicabile.

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