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Calcio

Torna la Coppa Italia: 11 milioni di motivi per non snobbarla

Dopo lo stop per Coronavirus il pallone rotola anche da noi. Con il trofeo sempre snobbato ma che può sistemare i bilanci delle società - LA VITTORIA DI GRAVINA NEL RITORNO DELLA SERIE A

Considerata da sempre la parente povera del campionato e poverissima della Champions League, la Coppa Italia assume un valore non solo simbolico altissimo in questa stagione spezzata in due dalla pandemia. Vincerla davanti agli occhi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella il prossimo 17 giugno, finale confermata allo stadio Olimpico di Roma anche dovesse trattarsi di un derby milanese a porte chiuse, regalerà visibilità anche a livello internazionale, essendo il primo trofeo assegnato dopo il lockdown nel Vecchio Continente, oltre a un montepremi e a prospettiva di ricavi che non possono essere snobbati da nessuno. Nemmeno da chi ad agosto sarà impegnato nella rincorsa alle coppe europee.

Ecco, dunque, che la vecchia e bistrattata Coppa Italia diventa una miniera d'oro. Discorso ampliabile anche alla Rai che pagar 35,5 milioni di euro a stagione per mandare in onda le sfide e che si vede consegnata su un piatto d'argento la settimana del ritorno del calcio italiano con la prospettiva di ascolti da urlo. Al valore dei diritti tv è legato anche il montepremi dell'intera manifestazione che per regolamento viene in gran parte assegnato alle partecipanti dagli ottavi di finale in poi. E' vero che verranno a mancare gli incassi di tre super sfide negli stadi chiusi al pubblico, ma non c'è di che lamentarsi.

QUANTO VALE VINCERE LA COPPA ITALIA

Il conto è abbastanza semplice da fare. Alzare il trofeo nella notte dello stadio Olimpico di Roma porta in dote un assegno da 5,2 milioni di euro (3,2 per la finalista) cui si devono aggiungere i soldi che arriveranno tra qualche mese dalla partecipazione alla Supercoppa italiana. Quanti? Dipende dalla sede della partita unica, solitamente programmata nel mese di dicembre.
Se si tornasse subito in Arabia Saudita come da contratto (ma con la possibilità anche di restare in Italia), la previsione di incasso sarebbe di 3,375 milioni di euro per un totale superiore agli 8,5 milioni di euro. In Italia, invece, le due finaliste dovrebbero accontentarsi di qualche cosa in meno.

E poi c'è la qualificazione diretta all'Europa League, garantita con la vittoria nella Coppa Italia. Il regolamento prevede che la vincitrice acceda ai gironi senza dover passare dai pericolosi preliminari estivi. Tutto si traduce in un bonus garantito intorno ai 3 milioni di euro cui si dovranno aggiungere i ricavi da market pool (la suddivisione dei diritti televisivi assegnati a ogni singolo paese). Tralasciando gli eventuali incassi da botteghino per le tre sfide del girone, non avendo al momento certezze, si arriva comunque a un totale superiore agli 11,5 milioni di euro. In tempo di crisi e con la prospettiva di bilanci da tenere in equilibrio facendo anche sacrifici sul mercato non c'è nessuno che possa snobbare la Coppa Italia.

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