La proposta shock di Berlusconi: 'Rimborseremo l'Imu'
La proposta shock di Berlusconi: 'Rimborseremo l'Imu'
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La proposta shock di Berlusconi: 'Rimborseremo l'Imu'

Già fioccano le ironie degli avversari, ma il messaggio è chiaro: meno tasse, più crescita - lo Speciale Elezioni 2013 -

Adesso scenderanno in campo i montiani, i bersaniani, i vendoliani, gli ex pm fondatori di partito, i renziani, i futuristi, gli ex brigatisti. I verdi, gli arancioni, i rossi, gli arcobaleno. Forse, persino Grillo. E tutti diranno che la proposta choc di Berlusconi è soltanto l’ennesima boutade, la trovata elettoralistica disperata di un vecchio leader sul viale del tramonto. E, al solito, non avranno capito nulla. Perché la chiave di lettura non è il merito della proposta, ma il messaggio: “Abbasserò le tasse, rilancerò la crescita”.

Berlusconi ha confermato che in caso di vittoria, nella prima riunione del Consiglio dei ministri (presieduto da Angelino Alfano e con Berlusconi ministro dell’Economia) sarà abolita l’Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli. Ma siccome questo non basta per riportare “la pace e la fiducia tra i cittadini e lo Stato”, il governo di centrodestra restituirà pure l’Imu già versata (sempre sulla prima casa) e dal momento in cui riceverà la gradita lettera dal ministro dell’Economia Silvio Berlusconi (“sempre che Alfano mi confermi la sua fiducia”, sorride sornione il Cavaliere) il maltolto sarà rimborsato “entro un mese”.

Tutti liquideranno, lo stanno già facendo, la proposta come demagogica. Ma Berlusconi lo sa e non lo nasconde, e tuttavia appare sincero nella sua crociata. Una tassazione “insopportabile”, dice, fa apparire lo Stato come “un padrone che sfrutta i cittadini e per il quale dobbiamo lavorare metà dell’anno”.

L’imposizione dell’Imu sulla prima casa è stato “l’atto più dissennato e odioso del fallimentare governo Monti, che ha dato il via alla crisi perché la casa è sacra, è il pilastro su cui ogni famiglia ha il diritto di costruire la sicurezza del proprio futuro”, perciò ne è derivato un “fattore psicologico di insicurezza che è stato il primo fattore di crisi che ci ha portati dentro la spirale recessiva”, oltretutto mettendo in ginocchio un settore strategico per l’economia (quello, appunto, edilizio).

Premesso poi che “io, Berlusconi ho dimostrato di mantenere le promesse, i 5 punti del contratto con gli italiani del 2001 come i 6 punti del programma del 2008”, e che “ bisogna ricucire il rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini”, ecco l’attesa proposta choc, quella che consentirà “un nuovo inizio: nel nostro primo Consiglio dei ministri delibereremo come risarcimento per una imposizione sbagliata e ingiusta dello Stato la restituzione dell’Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli pagata nel 2012, o tramite accredito su conto corrente o, per esempio ai pensionati, in contanti agli sportelli delle poste”.

Berlusconi si dilunga sulle modalità di riscossione. Per essere chiaro e credibile. Aggiunge che la copertura finanziaria avverrà attraverso la convenzione fiscale con la Svizzera, pari a 25-30 miliardi una tantum rispetto ai 4 da restituire agli italiani, anticipati se necessario dalla Cassa depositi e prestiti. La convenzione, che a regime varrà 5 miliardi in più di flusso l’anno per lo Stato, insieme a un piano di attacco al debito pubblico che consisterà in una drastica riduzione della spesa e degli sprechi a livello nazionale e locale (specie nella sanità), servirà a finanziare il progressivo abbattimento dell’imposizione fiscale con la riduzione (e eliminazione in 5 anni) dell’Irap, “imposta rapina che grava sulle imprese”, nessun aumento dell’Iva e nessuna patrimoniale, quoziente familiare e, dopo 3 anni, la riduzione dell’Irpef.

Quello di Berlusconi, più che un elemento di programma, è un messaggio politico di fondo. Una proposta, come lui stesso la definisce, “simbolica e concretissima”. Per dire che lui è l’unico leader a considerare davvero prioritari la diminuzione delle tasse e l’obiettivo della crescita. Tutto qui.

E conclude: “Non ho nulla da chiedere per me stesso, voglio combattere un’ultima grande battaglia elettorale e politica, per allargare gli spazi di libertà e aiutare l’Italia a uscire dalla prospettiva cupa in cui l’hanno costretta i tassatori tecnici e in cui la confinerebbero i tassatori della sinistra. Quella di oggi è una novità che spero possa portare un po’ di serenità e ottimismo nelle case di molti italiani, e l’impegno di oggi è l’esempio di tutto ciò che vogliamo”. Cita la ricetta liberale “sempre efficace” (quella del ’94), “l’equazione liberale per il benessere: meno tasse sulle imprese, meno tasse sulle famiglie, meno tasse sul lavoro = più consumi, più produzione, più posti di lavoro = più soldi a disposizione dello Stato per aiutare chi resta indietro”.
Sarà demagogia, sarà la solita promessa, sarà tutto quello che si vuole, sarà pure uno choc già visto, ma… e se come messaggio funzionasse?

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