L'Uepe, l'organo che stabilirà la pena a Berlusconi
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L'Uepe, l'organo che stabilirà la pena a Berlusconi
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L'Uepe, l'organo che stabilirà la pena a Berlusconi

Cresce l'attesa per l'udienza al tribunale di Sorveglianza di Milano per valutare la richiesta dell'ex premier  sull’affidamento in prova ai servizi sociali. Ecco che cosa è l'Ufficio esecuzione penale esterna

Il prossimo 10 aprile ci sarà l’udienza al Tribunale di Sorveglianza di Milano per valutare la richiesta di Silvio Berlusconi dell’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare l’anno di pena residua (che probabilmente si ridurrà a circa nove mesi), dopo la condanna a quattro anni di reclusione per frode fiscale per irregolarità nella compravendita dei diritti tv. Dei quattro anni di condanna, tre sono coperti dall’indulto.

Per questa richiesta, l’ex premier Silvio Berlusconi è stato sottoposto ad un'indagine sociale da parte dell’Uepe, Ufficio esecuzione penale esterna.

Ecco che cos’è l’Uepe, come funzione e di che cosa si occupa.

L’Uepe entra in azione su richiesta del tribunale di Sorveglianza. Gli Uffici di esecuzione penale esterna sono stati istituiti il 26 luglio 1975  e sono Uffici periferici del Ministero della Giustizia che dipendono dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. Questi hanno il compito di gestire l'applicazione delle misure alternative concesse dai Tribunali di Sorveglianza ai condannati che per i loro particolari requisiti possono espiare la pena nell'ambiente esterno invece che all’interno negli Istituti penitenziari.

Tra le loro funzioni anche quelle di indagini e consulenza. Gli Uffici, infatti, possono svolgere su richiesta dell'Autorità giudiziaria, sia "inchieste sociali" che le "indagini socio-familiari". Inoltre prestano consulenza negli Istituti Penitenziari per favorire il buon esito del trattamento penitenziario. L’Uepe, si coordina direttamente con Istituzioni pubbliche e private e i Servizi Sociali presenti nel territorio.

Quando interviene. L'Uepe interviene, come previsto dalla legge, quando la persona è condannata in via definitiva con pena sospesa e in attesa dell’udienza per la decisione sulle misure alternative.

Come funziona. L’Ufficio esecuzione penale esterna di norma procede contattando il condannato e i suoi famigliari per fare dei colloqui con l’assistente sociale. Successivamente acquisisce documenti come il certificato penale, la sentenza, i certificati anagrafici e la documentazione relativa al lavoro. Al termine, redige una relazione che contribuirà in modo determinante alla decisione sulla misura alternativa.

Chi decide l’affidamento. Solitamente il collegio che decide l’affidamento ai servizi sociali è composto da un membro del Tribunale di Sorveglianaza, un giudice relatore e da esperti esterni. Nel caso di Silvio Berlusconi, a decidere sarà un collegio formato dai giudici Pasquale Nobile de Santis, Presidente del tribunale di Sorveglianza di Milano, Beatrice Crosti, giudice relatore e da due esperti esterni: due ricercatori, uno in diritto penitenziario e uno in psicologia.

L’udienza e tempi di attesa. Le udienze iniziano con la relazione del giudice relatore, e a seguire con il parere della procura generale, la difesa ed eventuali dichiarazioni spontanee del condannato. Al termine della discussione il tribunale si riserverà di decidere e per legge ha cinque giorni di tempo per scogliere la riserva. La decisione, dunque, arriverà solitamente entro i 5 giorni successivi l’incontro. La questione verrà affrontata direttamente in udienza. Se la difesa del condannato non dovesse presentare nessuna proposta, sarà il tribunale a pronunciarsi su questo.

Nel caso di Berlusconi, il tribunale di Sorveglianza di Milano dovrà quindi decidere se accogliere o meno la richiesta di affidamento in prova e in caso di esito negativo quale misura infliggere all’ex Presidente del Consiglio. Ma in considerazione dell’età di Berlusconi sono da escludere sia il carcere che gli arresti domiciliari. Anche quest’ultimi, infatti, appaiono come una possibilità piuttosto remota.

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