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I bambini devono continuare a giocare

Consigli per studiare da casa: 17. Il rischio è l'ingolfamento digitale

Pillole quotidiane per aiutare studenti (e famiglie) a organizzare lo studio in tempi di Covid-19, che nel mondo ha confinato in casa oltre un miliardo di ragazzi. A firma di Marcello Bramati e Lorenzo Sanna, dirigenti e docenti dei licei Faes di Milano, nonché autori di Basta studiare! e Leggere per piacere (Sperling & Kupfer). Ogni mattina alle 8.30 su panorama.it, consigli, dritte e buone pratiche per alunni di tutte le età.

Soprattutto alla primaria, in particolare per le classi a tempo pieno, la dimensione del gioco, non solo durante l'intervallo, ma anche in molte dimensioni dell'apprendimento, è un orizzonte fondamentale di crescita. Giocando con il maestro e giocando con i compagni, i piccoli studenti imparano, diventano grandi e scoprono amici, talenti e passioni. La didattica è strettamente intrecciata a momenti ludici.

Ora, chiusi nelle loro camerette o in fuga, agitati e annoiati, tra corridoio, sala e cucina, l'intervallo appartiene a un tempo sempre più remoto, compagni, amici e maestre sono ridotti a un quadratino più o meno centrale nei tanti schermi messi a disposizione dalla famiglia. I bambini si trovano tra le mani improvvisamente e necessariamente strumenti da grandi, il tablet, il pc, una stampante, una cartella del drive.

La didattica a distanza irrompe nella quotidianità e il bambino si trova a rinunciare ad alzare la mano e a interagire con i tasti del suo mezzo tecnologico, tra connessione alla videochiamata e accensione del microfono. A questo punto si trova catapultato quasi in un ufficio, impara strumenti con i quali si sente quasi un uomo, allega file, apprende le funzioni di google, meet, calendar e drive, stampa, copia, incolla, modifica, condivide, apre e utilizza una casella email. Aveva appena quasi imparato a scrivere, puntuale e ordinato sul suo diario, che ora il diario appare oggetto superato dalle tante cartelle virtuali del nuovo pc.

Si improvvisa grande, si scopre un grande studente, ma nel frattempo continua a essere bambino e a vivere tutto questo anche come un gioco, a giocare a essere grande. Anche noi genitori, sulla lunga scia della formazione scolastica, possiamo coltivare l'interazione unica tra scuola e gioco, coltivando i nuovi strumenti tecnologici per tenere vivo il senso del giocare, tra fantasia, scoperta e creatività, scacchi, giornalini, racconti, prime programmazioni. Continuando a giocare, continuiamo ad imparare.

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